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Il Pd apre al progetto di Ep di ampliamento della centrale elettrica: «Occasione da non perdere»

Il partito prende posizione sul discusso ampliamento della centrale elettrica: «In vista un miglioramento ambientale e grandi vantaggi per l’economia locale»

OSTIGLIA. «Se il miglioramento ambientale venisse confermato, questa potrebbe essere un’opportunità da non perdere per un territorio in forte calo demografico e senza grandi prospettive di sviluppo economico». Il Pd dice finalmente la sua sul progetto di ampliamento della centrale di Ostiglia. Entra quindi nella discussione nata attorno al progetto e detta la linea ufficiale, dopo che nelle settimane scorse la consigliera regionale Antonella Forattini si era pronunciata contro il progetto (dichiarazioni poi bollate come «iniziativa personale» dal partito stesso).

«Il percorso da intraprendere è la conoscenza nei dettagli dei progetti di nuovi impianti che potrebbero essere realizzati nell’ambito territoriale del Destra Secchia – scrive il direttivo Pd di Ostiglia, Serravalle a Po e Sustinente, in un documento condiviso con la segreteria provinciale – in questi giorni abbiamo valutato, senza pregiudizi, l’evolversi del progetto di ampliamento della centrale di Ostiglia, attualmente nelle fasi delle richieste autorizzazioni ministeriali, e dell’eventuale impatto che potrebbe avere sia sull’ambiente che sull’economia del territorio».


Quanto ai dati relativi all’inquinamento, «prendiamo atto dello studio di impatto ambientale, presentato ai ministeri competenti, che indica una riduzione della quantità totale delle emissioni in atmosfera di circa il 35% annuo e quindi un miglioramento medio annuo dei valori di NOx del 56% e delle polveri sottili (Pm10 e Pm 2, 5) del 40%. Condividiamo la scelta dell’amministrazione di Ostiglia di dotarsi di un tecnico terzo per l’analisi e la verifica dei dati dello studio di impatto ambientale. La priorità deve essere la verifica del miglioramento ambientale, cioè di una riduzione degli inquinanti. Se questi dati saranno però confermati, opporsi alla realizzazione del quinto gruppo significherebbe che la situazione attuale rimarrebbe tale e quale. Ovvero che i tre gruppi potranno continuare a funzionare per una quindicina di anni con le attuali autorizzazioni, senza alcun miglioramento ambientale».

Poi si passa alla situazione economica del territorio: «Riteniamo che le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali e di categoria del territorio debbano collegialmente valutare quella che potrebbe essere un’opportunità difficilmente ripetibile per un territorio impoverito come il nostro. La ricaduta economica, si ipotizza un investimento di circa 400 milioni, potrebbe portare per almeno 4-5 anni una boccata di ossigeno all’economia locale e opportunità di lavoro. Serve una valutazione che le amministrazioni, i partiti politici e le associazioni interessate dovranno fare con grande senso di responsabilità e collegialmente. Da parte nostra ribadiamo l’impegno a seguire costantemente l’evolversi delle autorizzazioni e siamo disponibili alla discussione».

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