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Mantova, addio alle ex case dei profughi: progetto per nuove abitazioni

I tre condomini in abbandono da anni acquistati dalla società Ethos di Rodigo. L’assessore Murari: «L’iter per l’autorizzazione a costruire è in stato avanzato»

MANTOVA. Le chiamano le “case dei profughi” perché costruite dallo Stato per ospitare le famiglie dell’esodo istriano. Sono la parte più antica di Valletta Valsecchi, cadute in completo stato di abbandono e degrado da anni. Ma per questi tre condomini, compresi tra le odierne via 8 Marzo e via Scalarini, sta per arrivare l’ora della demolizione. Vendute all’asta da Aler (a cui venne trasferito il patrimonio edile del demanio dello Stato nel 2006) assieme a due condomini di via Loria (Due Pini) in condizioni simili, i nuovi proprietari hanno presentato dei progetti allo sportello unico per ottenere l’autorizzazione a costruire. La tempistica non è ancora prevedibile, ma come spiega l’assessore all’urbanistica, Andrea Murari, «si tratta di edilizia residenziale di buona qualità».

L’acquirente delle case di via 8 marzo è la società Ethos di Rodigo, mentre su via Loria si è mossa la Morbio Costruzioni di Ceresara. Si tratta di due società solide e questo suona come una buona premessa per gli abitanti dei due quartieri, che convivono da anni con questi palazzi vuoti e ormai in uno stato di deterioramento avanzato e non recuperabile.


Le case di via 8 marzo e via Scalarini sono un’area che richiede da anni continui interventi per sbarrare porte e finestre utilizzate da sbandati o senzatetto come rifugio notturno. Sebbene questo problema si sia in buona parte ridotto, l’intera area della storiche case e dei relativi cortili sono andate incontro ad un progressivo degrado.

Per Aler quegli immobili rappresentavano una fonte di spesa in controllo degli ingressi e periodico taglio dell’erba e degli arbusti. Per gli abitanti dei condomini circostanti, i condomini abbandonati sono stati (e sono tutt’ora) fonte di preoccupazione sotto più profili.

Una situazione di degrado che aveva spinto l’amministrazione comunale ad ipotizzare l’acquisizione degli immobili per provvedere al loro abbattimento. «In questi anni abbiamo affrontato il problema dei “magoni” in città risolvendo diverse situazioni insopportabili – spiega Murari – visto che le aste precedenti non avevano ottenuto risultati, eravamo pronti ad acquisirli noi per risolvere il problema. In quel caso, ovviamente, non avremmo costruito case, una volta abbattuti i tre condomini abbandonati. L’idea era di fare qualcosa alla nostra porta, un ’area verde. La situazione si è modificata con l’acquisto da parte di privati. L’iter autorizzativo è a buon punto e devo dire che, per noi, l’acquisto di questi immobili come quelli di via Loria da parte di imprese solide è una buona notizia».

Forse qualche abitante di Valletta si aspettava l’area verde. «Si tenga presente che quell’area è ad uso residenziale almeno da 70 anni – ricorda Murari – non verrà sacrificata alcuna zona verde. Fortunatamente, in Valletta non mancano». 
 

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