Scuole ostacolate dal virus, aumentano le quarantene 

Cinque classi a casa a Castiglione, tre al Bonomi Mazzolari e tre al Manzoni.  I presidi: «Nessun focolaio grazie al dimezzamento dei ragazzi in aula»

MANTOVA.  Cinque classi in quarantena da quando sono riprese le lezioni in presenza al Bonomi Mazzolari. All’istituto Manzoni di Suzzara stessa sorte per cinque classi (tre delle quali in contemporanea) nell’arco delle ultime due settimane. Nemmeno tante se paragonate alle sei di una decina di giorni fa alla media Sacchi. Anche nel comprensivo 1 di Castiglione ci sono cinque classi costrette alla didattica a distanza per la presenza di alunni positivi.

Il preside Angelo Gandini osserva che «a grandi linee è da ottobre che le cose vanno così». Da inizio pandemia, in questo comprensivo si sono registrati 25 positivi tra il personale e classi che sono entrate in quarantena più di una volta. In altre scuole i numeri sono più bassi, ma i presidi riferiscono che nelle ultime settimane i casi di positività sono in aumento. Non sono focolai, ma bisogna considerare che uno studente positivo comporta la messa in quarantena per 14 giorni di tutti i suoi compagni in presenza. Cinque classi in quarantena significano almeno un centinaio di ragazzi in isolamento fiduciario (salvo nei casi di classi dimezzate o in didattica a distanza).

A un anno dall’inizio della pandemia le scuole dimostrano di non essere luogo di contagio, ma l’andamento generale dei contagi influenza pesantemente l’attività didattica. I presidi Marianna Pavesi (Fermi), Roberto Capuzzo (Bonomi), Carmen Giovanna Barbieri (Virgilio), Giordano Pachera (Falcone) e altri loro colleghi sono concordi su un dato: «La situazione è pesante ma sotto controllo grazie alla riduzione degli studenti in presenza al 50%». È un tema, questo, che fa discutere il mondo scolastico da mesi. Una parte di studenti, genitori e insegnanti chiede con forza il ritorno in aula almeno del 75% (ma meglio tutti) dei ragazzi.

Anche sabato 20 febbraio, in città, il comitato Scuole aperte Mantova ha organizzato un presidio in piazza Martiri per rivendicare il diritto di una scuola sicura senza più didattica a distanza.

In alcune scuole il numero di quarantene scattate è modesto. «Da noi i casi positivi riguardavano studenti che seguivano le lezioni da casa – spiega Pavesi – in effetti i contagiati sono in aumento, anche se non costante nel tempo. Cinque questa settimana, nessuno in quella precedente».

Al Falcone di Asola, Pachera spiega di aver mandato a casa una classe ieri. «Mai successo prima, ma solo perché dimezzando la presenza di studenti in aula si riduce la probabilità che l’eventuale positivo segua le lezioni a scuola». Aggiunge Barbieri del Virgilio: «Serve la collaborazione di tutti. Noi abbiamo avuto un solo caso di quarantena e abbiamo scelto di dimezzare ogni classe per far stare i ragazzi più distanziati tra loro. Spero arrivino presto le vaccinazioni per risolvere il problema».
 

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