Diffida alla Panguaneta sugli scarichi nei fossi e le emissioni nell’aria

Il provvedimento della Provincia su riscontri dell’Arpa come il presunto inquinamento di un fosso adiacente

SABBIONETA. Il dirigente dell’area “Tutela ambientale” della Provincia di Mantova ha diffidato la ditta Panguaneta dall’effettuare scarichi nei fossi ed emissioni in atmosfera «difformemente da quanto previsto dalla vigente Autorizzazione unica ambientale (Aua)». Il provvedimento è stato adottato a

I tecnici Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente), nel corso di un sopralluogo, avevano accertato la presenza nel fossato di tre tubazioni in cemento non identificate nella planimetria aziendale allegata alla domanda di aggiornamento Aua. All’interno dello stabilimento, nell’area stoccaggio e movimentazione tronchi (la ditta si occupa di lavorazione legno), non erano poi risultati presenti i prescritti pozzetti di raccolta delle acque meteoriche, mentre i piazzali erano risultati coperti da ingenti quantitativi di polvere di legno, anche sotto forma di una fanghiglia formatasi a causa delle piogge dei giorni precedenti.

«Appare plausibile pensare – seguito della segnalazione, nel novembre scorso, di un presunto caso di inquinamento in un fossato adiacente alla ditta.  nota la relazione Arpa – che, durante eventi meteorici di una certa rilevanza, le acque possano confluire direttamente nel fossato, trascinando con sé anche le polveri di legno presenti nel piazzale». 

Arpa fa notare che «le polveri di legno duro, quali quelle del pioppo, sono considerate cancerogene; che la quantità di legno dispersa dalle attività di movimentazione risulta non trascurabile anche nelle aree limitrofe ai confini aziendali; e che la delimitazione delle pertinenze, costituita da una barriera di tronchi, risulta alquanto anomala». Secondo la Provincia, l’assetto accertato dall’Arpa non collima con quello autorizzato: «Secondo quanto dichiarato dalla ditta in fase di istanza, l’Aua non ammette la presenza di emissioni diffuse nelle aree esterne destinate allo stoccaggio tronchi, e di fanghiglia sui piazzali».

Su tali basi, il dirigente ha emesso la diffida. La ditta, fatta salva la possibilità di ricorrere al Tar, dovrà produrre entro 15 giorni una relazione tecnica volta a chiarire quanto accertato da Arpa (l’accumulo di polvere di legno e fanghiglia, la mancanza dei pozzetti, la presenza delle tubazioni nel fossato). Dovrà inoltre asportare la fanghiglia e comunicare come intenda muoversi per eliminare le emissioni diffuse riscontrate dagli ispettori. In assenza di idonee garanzie, la Provincia prescriverà l’installazione di un sistema di trattamento delle acque piovane. —



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