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Mantova, Aler sul caro-affitti: «I disagi non autorizzano a infrangere le regole»

Albano Bianco Bertoldo interviene sul caso degli assegnatari inadempienti, gli inquilini che non hanno aggiornato la propria anagrafe e, più in generale, sul rincaro degli affitti per gli alloggi popolari. Fenomeno che Bertoldo aggancia all’evidenza dei numeri: sui 670 assegnatari a Lunetta, 286 hanno avuto un aumento del canone per variazione di fascia di reddito (rincaro del valore medio di 97 euro), mentre 44 non hanno aggiornato la loro posizione, condannandosi a pagare l’affitto più alto applicato da Aler

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MANTOVA. È come pretendere di girare in auto senza aver pagato il bollo, sottraendosi a un obbligo di legge. Il paragone è del presidente dell’Aler di Brescia, Cremona e Mantova, Albano Bianco Bertoldo, che interviene sul caso degli assegnatari inadempienti, gli inquilini che non hanno aggiornato la propria anagrafe e, più in generale, sul rincaro degli affitti per gli alloggi popolari. Fenomeno che Bertoldo aggancia all’evidenza dei numeri: sui 670 assegnatari a Lunetta, 286 hanno avuto un aumento del canone per variazione di fascia di reddito (rincaro del valore medio di 97 euro), mentre 44 non hanno aggiornato la loro posizione, condannandosi a pagare l’affitto più alto applicato da Aler. Ad altri 61 inquilini il canone è stato invece ridotto, con uno sconto medio di 74 euro. «L’anagrafe dell’utenza costituisce un momento di verifica obbligatorio per legge sia per l’ente proprietario che per l’utente – ricorda il presidente di Aler – per il proprietario l’obbligo discende dai propri doveri di controllo di un servizio pubblico di interesse generale, per l’utente deriva dall’essere beneficiario di un servizio pubblico, posto che dall’esito di questo periodico controllo (ogni due anni, ndr) dipende la permanenza o meno del diritto di continuare a essere legittimo assegnatario di un alloggio pubblico, e il diritto/dovere di corrispondere un canone adeguato e, comunque, sempre calmierato rispetto a quello di mercato».

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Quanto all’eventuale difetto di comunicazione, assicura Bertoldo che l’informazione è stata tempestiva e ripetuta: oltre alla consueta circolare con tutte le specifiche del caso, comprese le conseguenze del mancato adempimento – inviata a ogni assegnatario con raccomandata – al sollecito in vista del termine della scadenza, e alla diffida fuori tempo massimo, nell’anno del Covid sono state applicate premure supplementari, in collaborazione con i servizi sociali e i sindacati degli inquilini.

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«Così per venire incontro alle esigenze di tutti i nuclei familiari e, in particolare, di quelli più deboli – rivendica Bertoldo – nessuna situazione di fragilità autorizza, peraltro, il mancato rispetto delle norme e delle regole, soprattutto quando vengono messe a disposizione modalità che mirano a superare situazioni di disagio». Infine, un’annotazione sull’importo degli affitti: «Il canone massimo applicato nella provincia di Mantova è pari a 330 euro». Vero, ma, bollettini alla mano, tra acconti e conguagli di oneri accessori, più altre voci, si fa presto ad arrivare a 450 euro. Spese di riscaldamento escluse.
 

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