Caserma inadeguata a Mantova, per i vigili del fuoco ora si attiva il prefetto

I vigili del fuoco incassano la «massima attenzione e disponibilità» del prefetto Michele Formiglio a individuare una soluzione ragionevole per la nuova sede, miraggio quasi ventennale. Da quando l’Agenzia del demanio assegnò al comando di Mantova l’area alle spalle del cimitero ebraico, in località Ghisiolo

MANTOVA. I vigili del fuoco incassano la «massima attenzione e disponibilità» del prefetto Michele Formiglio a individuare una soluzione ragionevole per la nuova sede, miraggio quasi ventennale. Da quando l’Agenzia del demanio assegnò al comando di Mantova l’area alle spalle del cimitero ebraico, in località Ghisiolo.

Soluzione recentemente bocciata dalla Sovrintendenza, perché un’eventuale caserma non rispetterebbe la vocazione agricola di quello spicchio di città, e valutata criticamente dagli stessi vigili del fuoco. Sia per i problemi di viabilità già prevedibili sia, e soprattutto, perché il costo e l’iter di un nuovo comando potrebbero dilatare i tempi di altri dieci anni. Ma il tempo è proprio ciò che i pompieri non hanno, compressi e precari come sono nell’attuale sede di viale Risorgimento, dove ieri il prefetto ha fatto visita al comandante Massimo Stucchi, per misurare con i propri occhi muri, limiti e guasti. I due si sono congedati con l’impegno a stilare un elenco di mancanze ed esigenze (Stucchi) e a convocare un tavolo in tempi brevissimi (Formigli).


Paradossalmente, tra gli ostacoli c’è proprio l’area in località Ghisiolo: il comandante vorrebbe che l’eventuale impraticabilità del progetto della nuova caserma in quel largo rettangolo di campagna fosse messo nero su bianco, in modo da concentrarsi su situazioni più percorribili. Come l’acquisto dell’attuale sede da Invimit, società del ministero dell’Economia. Condizione necessaria per poterci mettere mano, riparando e allargando. Un pezzo alla volta.


 

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