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Corneliani, Boglione abbandona Mantova: non salva operaie e stabilimento

Il presidente di BasicNet sarebbe interessato a rilevare solo il marchio e parte dei negozi. Giovedì 25 febbraio il cda. Palazzi: «Se è così, è una proposta inaccettabile»

MANTOVA. Dopo due mesi di approfondimenti, incontri con sindaco, manager, commissario giudiziale, visite a showrooom e stabilimenti del gruppo, verifiche su conti, produzione e prospettive di rilancio, secondo indiscrezioni l’imprenditore torinese Marco Boglione sarebbe interessato a rilevare la parte commerciale e non quella industriale della casa di moda: in sostanza solo il marchio e alcuni negozi. Significa che il “salvataggio” firmato BasicNet non contemplerebbe lo stabilimento di Mantova e i suoi 474 lavoratori. Un’offerta che sarà depositata a ore, che potrebbe essere già al centro del consiglio di amministrazione di giovedì 25 febbraio e che delude in primis lavoratrici e lavoratori, ma anche la stessa città: per il sindaco Palazzi «è evidente, se è così, che un’eventuale offerta relativa al solo marchio e negozi non sarebbe socialmente accettabile».


INTERESSE Sì, MA NON PER MANTOVA


Contattato dalla Gazzetta il 18 febbraio, il patron di BasicNet si era limitato a confermare di aver chiuso il giorno precedente la due diligence che da due settimane vedeva il suo team andare e venire in aereo da Torino per lavorare negli uffici di via Panizza 5 e che entro questa settimana avrebbero completato «le valutazioni con l’azienda». Aveva anche aggiunto: «Per adesso non posso dire di più». Il «di più» era l’interesse già confermato all’azienda pare proprio giovedì 18 così come l’offerta formale ormai imminente. E le «valutazioni» sono quelle che spettano ad amministratori e soci chiamati ad accettare o meno la proposta alla luce dei vincoli del concordato in bianco. Interesse i cui contorni filtrano tra le griglie della riservatezza e che a quanto pare non parla di Mantova, dello stabilimento dove da trent’anni vengono tagliati, cuciti e stirati capi emblema del made in Italy. Delle mani che tutti i giorni li confezionano.



PROPOSTA SOLO COMMERCIALE

«Il nostro interesse oltre che per l’aspetto commerciale è per la parte industriale che è strategica, quindi non solo per il marchio Corneliani»: portato a Mantova dal ramo della famiglia Corneliani ancora in azienda con poco più del 14%, l’intenzione annunciata inizialmente da Boglione era questa. Dopo la sua visita in fabbrica del 5 gennaio, in più occasioni lo aveva ribadito aggiungendo comunque sempre di aver bisogno di tempo per approfondire la situazione e preparare un’eventuale offerta. Ora quel tempo è passato, ma la parola “industriale” a quanto pare è sparita: l’interesse è solo commerciale, per il marchio e una piccola parte dei negozi che tra retail full e outlet sono una decina in Italia a cui vanno aggiunte le boutique all’estero come quelle di Parigi e Londra. Una proposta d’altronde in linea con la natura del gruppo BasicNet che «non svolge un'attività diretta nella produzione industriale dei prodotti, essendo quest'ultima affidata a soggetti terzi».

PALAZZI: INACCETTABILE

«È evidente, se è così, che un’eventuale offerta relativa al solo marchio e negozi non sarebbe socialmente accettabile»: così il sindaco Mattia Palazzi che in queste ore ha in corso continue interlocuzioni con il Mise per accelerare la convocazione del tavolo di crisi. «Bisogna fare di tutto per salvare la produzione, i lavoratori e la fabbrica mantovana – aggiunge – nel totale rispetto dei ruoli, del cda e della società chiedo a loro e al socio di maggioranza che non si acceleri la liquidazione ma si lavori fino all’ultimo minuto possibile per cercare soluzioni industriali e se non si riesce a condurre in porto offerte che salvino la fabbrica entro il termine concordatario si chieda l’amministrazione straordinaria» così come sostenuto dai sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.


VERTICE CON I PARLAMENTARI
Intanto per domani 24 febbraio il sindaco ha chiesto «a tutti i parlamentari mantovani – annuncia – di confrontarci insieme per fare squadra. Li ringrazio per l’immediata disponibilità, siamo tutti impegnati per la Corneliani». Le linee telefoniche sulla Mantova-Roma sono insomma roventi in queste ore: «Le interlocuzioni con il Mise sono già aperte anche con il nuovo governo e ringrazio la ministra Elena Bonetti per il lavoro che con me sta facendo». Insomma «non possiamo arrenderci» conclude Palazzi e alla luce delle intenzioni di Boglione diventa prioritaria la convocazione nelle prossime ore del tavolo di crisi chiesto la scorsa settimana dai segretari nazionali e provinciali dei sindacati di categoria.


GLI SCENARI DEL CONCORDATO
Nel rivolgersi a società e azionisti il sindaco chiede di non accelerare la liquidazione. In assenza di un’offerta industriale che consenta di procedere con un concordato in continuità, si aprono infatti due scenari: il concordato liquidatorio che è in sostanza l’anticamera del fallimento o l’amministrazione straordinaria che consente di salvare asset e occupazione.
 

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