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Corneliani Mantova, i sindacati: «Fabbrica al centro o commissariamento»

No dei sindacati allo smembramento: offerta industriale che salvaguardi l’occupazione o amministrazione straordinaria

MANTOVA. Amministrazione straordinaria, vale a dire: commissariamento da parte del ministero dello sviluppo economico per salvare la produzione e conservare i posti evitando lo smembramento e tutelando al contempo l’interesse dei creditori. In assenza di un’offerta industriale è l’unica strada «socialmente e industrialmente accettabile»: ne sono più che convinti i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil econ loro il sindaco Mattia Palazzi. Intanto alla luce delle indiscrezioni sull’interesse del patron di BasicNet Marco Boglione solo per marchio e ramo commerciale, quanto degli altri interessamenti che sarebbero ancora sul piatto, le Rsu inizialmente convocate per il 24 febbraio pomeriggio dall’amministratore delegato Brandazza hanno chiesto di anticipare l’incontro alla giornata di oggi 23.

«Il punto è sempre lo stesso – rimarca il segretario generale della Filctem Cgil Michele Orezzi – o nelle prossime settimane sul tavolo del Mise viene presentata un’offerta industriale che parta dalla salvaguardia dell’occupazione mantovana oppure per salvare gli asset della Corneliani l’unica via industrialmente e socialmente accettabile è l’amministrazione straordinaria».


L’amministrazione straordinaria prevede che il commissario nominato dal Mise attui un programma di ristrutturazione o di cessione dell’impresa salvaguardandone l’unità e i livelli occupazionali. «Aspettiamo i tavoli istituzionali – prosegue Orezzi – per fare chiarezza sugli interessamenti in campo e sul perimetro delle offerte ad oggi presentate: ma qualsiasi proposta che non tenga al centro operai e impiegati della Corneliani è inaccettabile. La discussione è da farsi sul tavolo ministeriale che speriamo sia calendarizzato nelle prossime ore: di certo non staremo a guardare appetiti tesi a fare a pezzi l’azienda sulle pelle delle lavoratrici e dei lavoratori che sono duemila nel mondo, 500 solo a Mantova».

Sull’eventuale offerta di Boglione il segretario generale della Femca Cisl Gianni Ardemagni premette che «non abbiamo riscontri ufficiali dall'azienda, con la quale la Rsu ha in calendario un incontro», ma aggiunge che «se fosse confermata la notizia, sarebbe la peggiore soluzione, molto lontana dalle nostre aspettative e dalle opportunità create con l'accordo del 21 luglio, sottoscritto al tavolo in Prefettura». In ogni caso «non permetteremo – aggiunge – scelte speculative che non mettano al centro il rilancio del marchio Corneliani con la salvaguardia dell'occupazione e della produzione del sito mantovano» e ora «non solo chiederemo conto alla direzione, ma credo utile che tutte le istituzioni e le forze politiche prendano posizione e ci aiutino nel definire con urgenza una data d'incontro con il ministero per fare chiarezza».

E anche per il segretario generale della Uiltec Uil Giovanni Pelizzoni «Corneliani merita di più di una mera operazione commerciale». Se questa «è la proposta di Boglione – prosegue il sindacalista – non salva minimamente l'occupazione, non porta alcuna soluzione al dramma di una città, di tante famiglie, di un'azienda che da eccellenza del capo spalla si ritrova in una condizione disperata grazie a una guerra fratricida e tanta irresponsabilità di chi ha portato a questo disastro». A questo punto, conclude Pelizzoni «credo che ci siano ormai esigue possibilità e purtroppo non credo nei miracoli, ora solo lo Stato può almeno mitigare l'impatto sociale attraverso strumenti straordinari. A maggior ragione risulta ancora più urgente fare il punto con il Mise e non solo, anche con il ministero del lavoro».

L’amministrazione straordinaria prevede la tutela dell’occupazione anche attraverso la cassa integrazione straordinaria per iniziali dodici mesi rinnovabili. «Socialmente accettabile» significa anche questo.




 

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