Esasperati dalle nutrie: «Abbiamo già perso un terzo dei raccolti»

Gli agricoltori lanciano l’allarme per i danni subiti dai roditori. «Misure anti-proliferazione trascurate per la pandemia»

OSTIGLIA. «Le nutrie stanno dilagando e danneggiano gli argini e i raccolti». L’allarme arriva da alcuni agricoltori di Ostiglia. Oltre ai danni nei campi, si teme anche per la sicurezza delle strade e degli argini. Questi animali si riproducono molto velocemente e servono misure programmate per contenere la loro proliferazione. Misure che sono stabilite a livello provinciale, ma che, secondo alcuni agricoltori, quest’anno sono state trascurate, complice la pandemia.

Ora nei campi il problema è serio: le nutrie scavano le loro buche e mangiano i germogli. «Il 30% del raccolto di quest’anno è già compromesso – spiegano dall’azienda agricola di Luigi Losi – e lo stesso dato vale anche per le aziende che confinano con la nostra. Si tratta delle porzioni di campo che si trovano nelle prossimità di fossati o canali, i luoghi dove le nutrie scavano le loro tane. Serve un intervento delle amministrazioni».


Vale la pena ricordare il caso dell’agricoltore 80enne di Serravalle a Po che a gennaio ha sparso del mais avvelenato nella zona dell’oasi del Busatello causando una strage di fauna selvatica. Questo perché era «stanco delle nutrie che infestano i campi». Un gesto certo da condannare, ma che rende l’idea dell’esasperazione.

Il problema è serio e non riguarda solo i raccolti. Vengono segnalate molte tane che compromettono le sponde che reggono le strade di campagna. Oltre al fatto che le nutrie attraversano la strada, alcune raggiungono dimensioni ragguardevoli e rappresentano un potenziale pericolo per gli automobilisti. «Percorrendo la strada che da Ostiglia porta a Nogara, nel Veronese, si incontrano quotidianamente e si possono vedere di verse carcasse di questi animali sulla carreggiata – continuano gli agricoltori – noi abbiamo segnalato la situazione anche al consorzio di bonifica, chiedendo un intervento sui fossati, ma la risposta è stata che ci sono manutenzioni programmate». I consorzi di bonifica in autunno prosciugano i fossi e in quel momento le nutrie trovano l’habitat ideale per scavare le proprie tane. Si moltiplicano le buche scavate, rendendo le sponde dei colabrodo.

«Sono aumentati anche gli uccelli predatori e le gazze, attirate dalle carcasse delle nutrie investite dalle auto» dicono infine gli agricoltori.




 

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