Viadana, l’anno più nero di sempre: un lunedì cancellò ogni sicurezza

Al confine con il Cremonese, è stato il comune più travolto dalla prima ondata della pandemia. Il primo contagio a Cogozzo, i muri pieni di necrologi e l’allarme nei macelli. Ora ci si lecca le ferite

VIADANA. Un anno fa il Covid-19 irrompeva nel Viadanese. Il primo mantovano a risultare positivo (l’esito del test arrivò sabato 29 febbraio 2020) fu un 84enne pensionato di Cogozzo. Viadana è stato non solo il primo comune colpito in provincia ma anche quello più massacrato, almeno durante la prima fase pandemica.

un lunedì nero


Molti cittadini ricordano in modo vivido lo smarrimento patito a marzo e aprile. A partire dal 9 marzo, un lunedì, la generalità delle attività venne annullata; ma il coronavirus si era già fatto strada, e nei giorni successivi mandò all’ospedale decine di anziani, diversi dei quali, prima dell’allarme, si erano ritrovati per una partita a carte o un caffè in alcuni bar e circoli del capoluogo.

venti necrologi sul muro

Se una delle immagini simbolo della pandemia è stata, a livello nazionale, il corteo dei camion militari che trasportavano bare a Bergamo, per Viadana il fotogramma più rappresentativo è quello raffigurante le affissioni mortuarie: il 26 marzo in via Aroldi campeggiavano venti annunci funebri (di solito sono quattro-cinque), diversi dei quali, tra l’altro, ne ricoprivano altri affissi solo pochi giorni prima.

Erano i giorni del lockdown: la gente, chiusa in casa, non aveva in verità neanche il modo di passare davanti ai tabelloni per informarsi. Impossibile pure celebrare funerali: tanti se ne sono andati così nella solitudine dell’ospedale, e ai congiunti non è stato concesso nemmeno il conforto dell’abbraccio da parte di parenti e amici.



a marzo +358% di morti

Tra marzo e inizio maggio hanno perso la vita 64 viadanesi ufficialmente contagiati dal Covid (ma altre vittime, non sottoposte a tampone, non sono conteggiate). Tra loro tre coppie marito-moglie e alcuni protagonisti della vita cittadina in ambito sociale, ricreativo e sportivo. Nel solo marzo 2020, l’incremento dei decessi a Viadana è stato superiore al 358% rispetto al numero atteso di morti calcolato sulla media degli anni precedenti: un dato molto più simile a quello del Cremonese (la più falcidiata in Italia con Bergamo) che a quello del Mantovano.

la paura nei macelli

Viadana ha poi vissuto una grande paura anche a fine giugno, quando sono stati riscontrati focolai in ambito professionale (aziende lavorazione carni), e si temeva una ripresa inarrestabile dei contagi.

fase due più tenue

Oggi l’andamento della pandemia appare più sotto controllo: la fase due ha fatto sinora contare “solo” otto decessi di positivi, e nei giorni scorsi la casa di riposo è tornata “Covid free”. L’incremento dei contagi si mantiene tuttavia costante nel tempo: al momento (al 21 febbraio) i viadanesi positivi da inizio pandemia sono 1.315: oltre 300 in più rispetto a Suzzara, comune simile per numero di abitanti, e solo una decina in meno rispetto a Castiglione delle Stiviere, che conta circa duemila abitanti in più.

l’economia devastata

Tra gli effetti della pandemia, ce ne sono altri – in primis le difficoltà economiche sofferte da aziende e famiglie - più difficili da descrivere mediante cifre. Qualche dato indicativo può comunque aiutare a capire: trecento partite Iva hanno ottenuto un contributo straordinario dal Comune, la Caritas parrocchiale ha aiutato almeno trenta nuclei famigliari prima completamente sconosciuti (da 90, ad aprile si era saliti a 120 famiglie assistite), e proprio nei giorni scorsi la protezione civile ha superato quota 600 pacchi alimentari consegnati da inizio emergenza.

Inutile ricordare, infine, che la pandemia ha fatto saltare fiere ed eventi aggregativi del territorio viadanese, e che l’attività sportiva e dell’oratorio è stata a lungo praticamente azzerata.




 

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