Broker truffa la banca, mantovano nei guai: scattano i sequestri

È ritenuto il mediatore di una truffa condotta ai danni della Fondazione Cassa di risparmio di Civitavecchia, un affare che gli avrebbe fruttato una mazzetta di 400mila euro

MANTOVA. È ritenuto il mediatore di una truffa condotta ai danni della Fondazione Cassa di risparmio di Civitavecchia, un affare che gli avrebbe fruttato una mazzetta di 400mila euro. Per questo è finito nei guai un assicuratore 60enne originario di Civitavecchia ma residente da tempo a Mantova, dove gestisce un avviato ufficio di brokeraggio assicurativo.

Secondo la procura di Civitavecchia sarebbe responsabile dei reati di corruzione tra privati, truffa aggravata e presentazione di infedele dichiarazione dei redditi. Per questo le Fiamme Gialle del comando provinciale di Roma e della compagnia di Civitavecchia, su disposizione del giudice per le indagini preliminari, hanno sequestrato beni mobili e immobili intestati all’assicuratore mantovano per un valore di 400mila euro, lo stesso della tangente ricevuta. I sigilli sono stati messi ad appartamenti che di proprietà a Mantova e a una cassetta di sicurezza dove custodiva orologi e penne di pregio. Sequestrati anche conti correnti e quote di società a Milano, di cui risulta intestatario.

La vicenda è iniziata nel 2015 quando la Fondazione Cassa di risparmio di Civitavecchia cedette a Banca Intesa le quote detenute nella Cassa per 19 milioni di euro. Quei soldi furono reinvestiti nella sottoscrizione di polizze assicurative emesse da una società di Vaduz, in Liechtenstein, riconducibile a un broker italiano residente in Svizzera, già indagato dai giudici elvetici per truffa. Dalle indagini sono emerse le responsabilità di un professionista di Tolfa (Roma) e dell’intermediario mantovano. Il primo, membro del comitato investimenti della Fondazione, deputato a valutare la bontà degli impieghi, avrebbe omesso, in cambio di una tangente di 600mila euro versata dal broker, i dovuti controlli sui bilanci della società svizzera e sulla stipula di una polizza assicurativa a garanzia dell’investimento. Il secondo, invece, avrebbe messo in contatto il broker col suo complice, ricevendo la mazzetta di 400mila euro.

I finanzieri hanno anche sequestrato beni mobili e immobili, tra cui un’auto di lusso e quote di proprietà di case in provincia di Nuoro e a Civitavecchia, fino all’ammontare di 600mila euro, anche al professionista romano, accusato degli stessi reati attribuiti all’assicuratore di Mantova. Sia l’uno che l’altro dovranno anche rispondere di illeciti fiscali, tant’è che l’Agenzia delle entrate si starebbe preparando a recuperare la tassazione evasa sul milione di euro in tangenti ricevuto e ora sequestrato.
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi