Covid, il ministro Speranza: «Con questi numeri non possiamo ridurre le restrizioni»

Un nuovo Dpcm - annuncia il ministro - «sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile», includendo quindi le festività pasquali, e la cui bussola sarà sempre il «principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute»

ROMA. «Unità» per affrontare l’emergenza, la convinzione che «argineremo il virus» nonostante i ritardi nelle forniture dei vaccini ma l’avvertenza che «in questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia». Il ministro della Salute Roberto Speranza riferisce alle Camere sulle ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza Covid-19, in vista del nuovo Dpcm che - annuncia il ministro - «sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile», includendo quindi le festività pasquali, e la cui bussola sarà sempre il «principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute».

Speranza ringrazia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella «che, con autorevolezza, ha consentito al nostro Paese di uscire da una crisi politica così difficile» e sottolinea che «di una vera unità, anche delle forze che oggi sono all’opposizione, abbiamo assoluta necessità per sconfiggere questo maledetto virus che ha stravolto le nostre vite». «Le polemiche - afferma il ministro - disorientano cittadini sempre più stanchi per la lunga crisi, preoccupati ed incerti per il loro futuro, perché colpiti dalle conseguenze sociali ed economiche della pandemia».

Speranza vuole «riconfermare un messaggio di fiducia: argineremo il virus, grazie alla scienza e grazie al lavoro quotidiano del nostro personale sanitario» e «i ritardi di alcune forniture, che pure, purtroppo, ci sono, non cambieranno l’esito finale della partita in corso». Ma, avverte il responsabile della Salute, «non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per allentare le misure di contrasto alla pandemia». «L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici nell’ultimo rilevamento è pari a 0,99, in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che supera l’1. Dieci Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1, di cui nove anche nel limite inferiore, in aumento rispetto alla settimana precedente. Fuori da tecnicismi, questo significa che l’Rt si avvia, con le misure attualmente in vigore, a superare la soglia di 1» sottolinea il ministro, che ringraziando il Comitato tecnico scientifico per «il prezioso lavoro svolto in questi mesi», sottolinea che «tutto quello che può essere fatto per renderlo più agile e tempestivo, è sicuramente utile al nostro operato. Anche l’idea di una comunicazione più univoca e l’ipotesi di un portavoce è una proposta che può essere considerata positivamente»

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