Lavoratori della Corneliani Mantova senza garanzie: mercoledì incontro con il ministro

L’ad conferma alle Rsu la preofferta di Boglione per negozi e marchio. Torna l’onda rossa: «Non sulla nostra pelle». Scatta la mobilitazione in pressing su cda e Mise

MANTOVA. Sono uscite dall’incontro con l’amministratore delegato con in mano nessuna garanzia sul loro futuro e giusto qualche rassicurazione di cui non si fidano: all’indomani della notizia della deludente preofferta di Boglione, al grido di «non sulla nostra pelle» le lavoratrici della Corneliani tornano a farsi onda rossa. Riparte da qui e punta al cda di domani quella mobilitazione sospesa solo il 4 febbraio dopo quarantacinque giorni di battaglia al gelo del presidio per conquistare la continuità produttiva. Intanto è per oggi alle 15 la call convocata con tutti i parlamentari mantovani dal sindaco Mattia Palazzi che continua le interlocuzioni con il ministro allo sviluppo economico Giorgetti e con la Regione Lombardia per trovare una soluzione. E già questa mattina è arrivata la convocazione di un incontro al ministero mercoledì prossimo (3 marzo), quando per la prima volta sarà proprio il reggente del dicastero, Giorgetti, a interessarsi in prima persona della questione, visto che ancora non sono stati nominati i sottosegretari.

«L’incontro di oltre un’ora e mezza ha confermato buona parte delle cose lette»: a dichiararlo sono le Rsu all’uscita dal vertice di ieri con l’amministratore delegato Giorgio Brandazza accompagnato dal responsabile de personale Maurizio Arsti e dall’avvocato Adelio Riva. Un incontro inizialmente fissato per oggi ma anticipato su richiesta delle lavoratrici «per avere un confronto immediato sulle indiscrezioni riguardanti l’azienda». E la conferma principale riguarda quanto anticipato dalla Gazzetta: la scorsa settimana il presidente di BasicNet ha depositato una preofferta di qualche milione di euro per l’acquisizione solo del marchio e di alcuni negozi. Nessuna proposta industriale per salvare lo stabilimento di Mantova e i suoi 474 lavoratori. Una proposta, sarebbe stato spiegato, che potrebbe essere la base per una trattativa con i vertici aziendali. Al contempo l’ad ha anche confermato la presenza generica di «altri dossier» sul piatto: altri investitori si sono fatti avanti per rilevare la casa di moda mantovana che entro il 15 aprile dovrà depositare un piano di concordato in Tribunale.


Rassicurazioni quelle dei vertici aziendali non sufficienti secondo le Rsu: «Ancora una volta non ci fidiamo». Per questo con oggi «torneremo alla mobilitazione di tutte le maestranze aziendali»: per chiedere che «nella nuova situazione di fragilità nella quale ci troviamo, l’azienda proceda a mettere in sicurezza gli asset industriali e i lavoratori attraverso una procedura di amministrazione straordinaria». Procedura chiesta in prima battuta dalle pagine del nostro giornale dai segretari generali dei sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

«Per noi – ribadiscono le Rsu – questo è l’unico scenario alternativo a un vero concordato in continuità, che può permetterci di trovare una soluzione industriale per l’azienda tenendo in considerazione il peso sociale della nostra vertenza». Il peso sociale di duemila lavoratori nel mondo e di 470 famiglie solo a Mantova.

E mentre torna a chiedere «con la massima urgenza» la convocazione di un nuovo tavolo al Mise per «verificare in modo trasparente ogni interessamento e offerta che abbiano l’obiettivo di garantire la continuità produttiva e industriale», l’onda rossa lancia un appello a istituzioni, politica, proprietà e vertici aziendale: «Salviamo tutti insieme la Corneliani». Loro, i lavoratori, ci proveranno come sempre e fino in fondo: «Non lasceremo niente di intentato, proveremo in ogni modo e fino alla fine a salvare il nostro presente e il nostro futuro».

La crisi Corneliani e la preofferta di Boglione sarà intanto oggi al centro della call del sindaco con i parlamentari mantovani Matteo Colaninno (Iv), Anna Lisa Baroni (Forza Italia), Alberto Zolezzi (M5s) e Andrea Dara (Lega). «Se la notizia sulla proposta – dichiara Colaninno – dovesse essere ufficialmente confermata, in assenza di alternative, si andrebbe verso un pericoloso punto di non ritorno per l’azienda e soprattutto per i posti di lavoro. La ministra Bonetti e io già nella scorsa settimana, cogliendo le prime preoccupazioni, abbiamo immediatamente allertato il ministro Giorgetti che ha subito manifestato grande disponibilità e attenzione. Se BasicNet dovesse confermare le indiscrezioni circolate sulla sua proposta, in assenza di alternative, gli stabilimenti e l’occupazione a Mantova sarebbero gravemente a rischio. Trovo quindi doveroso assicurare al sindaco Palazzi unità di sforzi di tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento per cercare ogni strada possibile per mantenere in vita l’azienda e i posti di lavoro mantovani».

«Corneliani – aggiunge Zolezzi – è un marchio di eccellenza per una produzione di altissima qualità del made in Italy. Auspico che si mettano in campo tutte le misure possibili per mantenere la produzione. Il Mise può fare la sua parte se subentra un terzo investitore, se questo non si verifica il percorso è in salita ma nei prossimi giorni in maniera trasversale fra parlamentari e istituzioni ci saranno confronti per migliorare la situazione». Precisando di non avere «informazioni dirette sull’offerta» Baroni fa infine presente che «se le notizie fossero confermate, da un punto di vista giuridico mi pare di poter dire che il capo terzo del decreto ministeriale sul fondo per le crisi d’impresa consentirebbe un intervento del Mise fino a dieci milioni anche in assenza di capitale da parte di terzi investitori. Se fosse possibile questo passaggio a maggior ragione però l’attuale proprietà dovrebbe fare la sua parte». Soluzione quest’ultima in queste ore al vaglio delle interlocuzioni in corso tra sindaco, Mise e sindacati.

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Aggiornato con la novità dell'incontro di martedì al ministero alle 12.15

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