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Alga spirulina, il superfood è anche made in Mantova: «Noi siamo pronti a ripartire»

A Borgo Virgilio la Algamente aveva iniziato nel 2018, poi il blocco nel 2020. «Prima avevamo un unico compratore, ora vogliamo ampliare la clientela» 

MANTOVA. È il superfood del momento. Ricca di proteine vegetali, è ottima per gli sportivi ed è l’integratore ideale per vegani e vegetariani. Ma si è scoperto che funziona anche come ammendante per i terreni. La spirulina, prodotta perlopiù in Asia, ora è anche made in Mantova.

La coltiva una società agricola di Borgo Virgilio iscritta alla Coldiretti, la Algamente, che per farlo utilizza fotobioreattori. Il risultato? Un’alga di qualità superiore, più ricca di elementi nutritivi e meno attaccabile da fattori biologici esterni. Ad avere l’idea, nel 2017, sono stati quattro colleghi di lavoro, accomunati da un background accademico ed esperienze professionali di tipo tecnico e scientifico e dalla voglia di buttarsi a capofitto in qualcosa di innovativo.

«Io e i miei tre soci Ilaria Monfardini, Anna Biagi e Luciano Danieli, che poi si è ritirato, abbiamo messo sul tavolo alcuni progetti per una startup nostra e, tra le varie cose, è uscita l’idea di una piccola coltivazione di spirulina - racconta Roberto Salmaso - A quel punto abbiamo fatto ricerche per capire quale soluzione tecnologica potesse fare al caso nostro».

Di solito queste alghe si coltivano in serra in vasche aperte, ma la scelta è caduta sul bioreattore. I tre hanno preso in affitto un terreno a Borgo Virgilio e posato l’impianto: un tubo in polietilene trasparente in cui scorrono l’acqua e gli elementi in sospensione (sali minerali e anidride carbonica), su una superficie di circa 1.500 metri quadrati che consentono di produrre dai 1.000 ai 1.500 chilogrammi di spirulina a seconda del clima. E hanno allestito un laboratorio alimentare autorizzato per le analisi e la lavorazione, una fase molto critica: per non compromettere la qualità delle alghe, devono essere rispettati protocolli, tempi e settaggi delle macchine.

Fondamentale, per esempio, la temperatura di essiccazione. Nella primavera del 2018 la prima produzione, che è stagionale perché per proliferare le alghe hanno bisogno di una temperatura alta e di luce diurna. «La lavoriamo da marzo a settembre, poi a ottobre ci fermiamo», spiega Salmaso.

Dopo un 2020 nero, in cui la produzione è stata sospesa a causa del lockdown, a breve, tra marzo e aprile, l’attività ripartirà. E occorrerà pensare al mercato. La spirulina è versatile (si può usare anche per la pasta o addirittura nel gelato) e gli sbocchi possibili sono tanti. «All’inizio ci rivolgevamo a un unico compratore che acquistava per produrre barrette energetiche, integratori e ammendanti di tipo agronomico. Ora vorremmo trovare anche altri canali di vendita. Proporre il prodotto, per esempio, a chi produce alimenti per gli animali».

Nel futuro dell’azienda anche altri obiettivi, per i quali i tre soci cercano finanziatori. Tra i prossimi passi la certificazione biologica di prodotto e l’aumento della produzione con una serra. Ma anche la riconoscibilità e, di conseguenza, la valorizzazione della loro spirulina italiana, in un mercato invaso da produzioni che arrivano da tutto il mondo. «Il nostro prodotto è biologico e ha caratteristiche peculiari che lo rendono superiore a quello dei concorrenti in Cina, India e Sudest asiatico, che hanno estensioni maggiori». 

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