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Mantova, ostaggi di treni, auto e sassi: «Cittadella non è un quartiere per anziani»

Gli abitanti degli alloggi protetti: «Con le carrozzelle non possiamo uscire di casa». Convivere con la ferrovia: «Quando passa il merci, a scuola fermano le lezioni». Il Comune: risolveremo con i lavori di piazza porta Giulia, ma per il traffico ferroviario stiamo trattando con Rfi

MANTOVA. «Siamo intrappolati da colonne di auto inquinanti, da treni che fanno vibrare le case e da marciapiedi che impediscono agli anziani di muoversi liberamente. Il nostro quartiere aspetta da troppi anni la soluzione di questi problemi». Per la maggior parte dei mantovani, Cittadella è il quartiere dove c’è la Canottieri e che si attraversa per andare verso Verona o verso Brescia e il Garda. Per chi ci abita è un nido dove col passare degli anni è sempre più difficile vivere. Soprattutto per chi ha qualche anno in più.

Mantova e i problemi di quartiere: Cittadella e Colle Aperto

Anziani

Basta andare in strada Montata, alle spalle di porta Giulia, per capirlo. Qui ci sono gli appartamenti protetti (housing sociale) costruiti dal Comune per anziani con problemi di mobilità e per persone con varie forme di disabilità. Una comunità di 28 alloggi all’interno di una sorta di residence pubblico.

«Sono appartamenti studiati per gli anziani, ma appena si esce dal cancello è impossibile muoversi con una carrozzella o con il girello» spiega Angiolino Piovani, che abita in una delle casette domotiche del residence. Indica il piazzale di fronte alla struttura: è una distesa di sassi e di sporgenze di cemento armato. Chi per spostarsi usa una carrozzella o altri ausili, non può uscire di lì da solo.

E in piazza Porta Giulia, marciapiedi minuscoli, acciottolato della strada e altri ostacoli architettonici suggeriscono di rinunciare all’impresa. «Fortunatamente c’è un progetto del Comune per riqualificare la piazza – osserva Piovani – sono certo che risolveranno questi problemi. E già che ci sono dovrebbero anche illuminare l’ingresso del complesso in cui abitiamo e dotarlo di una telecamera. Non ci sentiamo molto sicuri».

Barriera di traffico

Ma per trovare la massima espressione dei problemi cronici del quartiere bisogna spostarsi verso via Verona, l’arteria che lo attraversa e che viene percorsa dai flussi di traffico d’ingresso e d’uscita dalla città. Anche qui gli anziani non hanno vita facile quando si spostano.

Il sottopasso pedonale che consentirebbe di attraversare la pericolosa strada in piena sicurezza, ha scalinate con pendenze proibitive per molti di loro. Utilizzano le strisce pedonali, contando sul rispetto del codice e dell’educazione degli automobilisti.

Treni fracassoni

Oltre alla barriera di asfalto c’è un’altra cintura che soffoca il quartiere: i binari ferroviari. La difficile convivenza tra abitanti e treni fa parte dell’identità di Cittadella. In vicolo san Michele due inquiline dei palazzi costruiti più di mezzo secolo fa per i lavoratori della Burgo, Franca Olivero e Gabriella Bertazzoni, raccontano cosa significa passare le giornate e le notti con treni merci che spesso corrono molto veloci e che fanno frenate spaccatimpani per rallentare in vista della stazione.

«Vibra tutto, un rumore insopportabile a cui non ci si abitua – spiegano – e poi disperdono polvere metallica che si deposita ovunque. Polvere che rovina le carrozzerie delle auto, figuriamoci i nostri polmoni». In effetti le auto parcheggiate sono coperte da una patina nerastra che non si riesce a togliere.

Una giovane mamma, Silvia Grande, spiega che all’elementare Tazzoli di via San Giovanni Bono le lezioni vengono sospese quando passa il treno: il rumore rende impossibile la lezione. «Noi abbiamo chiesto di mettere delle barriere protettive – spiegano gli abitanti – l’assessore Murari, va detto, ci ha ascoltati e sostenuti, ma purtroppo non è un intervento che può fare il Comune. Devono farlo le Ferrovie dello Stato».

Il Comune

«L'area a fianco delle case per anziani è interessata dai lavori della ciclabile del Correntino, solo dopo la fine di questi lavori si può progettare un marciapiede che colleghi l'housing sociale a porta Giulia». Lo dice l’assessore ai lavori pubblici, Nicola Martinelli. L’assessore si richiama poi al progetto di valorizzazione di piazza di porta Giulia che dovrebbe prender corpo nel corso dell’anno.

«L’area a fianco dell’housing – assicura – verrà completamente illuminata. Sul davanti l'illuminazione è già presente e valuteremo un eventuale potenziamento. Nell'ambito dei lavori, verranno ampliati i marciapiedi. Sulla possibilità di allestire delle barriere fonoassorbenti tra abitazioni e ferrovia, c'è una interlocuzione aperta con Rfi».

Il farmacista

«Sarà importante ricostruire un presidio sociale in piazza porta Giulia. Perché è animando le strade che si trova la sicurezza e la crescita». Il dottor Paolo Predella è il farmacista di Cittadella e conosce bene i problemi che ogni giorno deve affrontare chi vive qui.

«Oltre agli abitanti storici, negli ultimi anni è cresciuta notevolmente la presenza di famiglie di immigrati – spiega – è la parte giovane del quartiere. Cercano di farsi una vita, di capire come funzionano le cose. Io credo che qui ci siano le condizioni per una integrazione tra queste due componenti, perché esiste ancora una rete di solidarietà tra le gente. Per questo motivo credo che i progetti per rendere sempre più viva piazza porta Giulia, i giardini pubblici e altri luoghi di socializzazione, sia la chiave per la crescita di Cittadella».

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