Tabacci nominato sottosegretario: sarà il braccio destro di Draghi

Il deputato mantovano sarà il coordinatore della politica economica della presidenza del Consiglio

MANTOVA. Il suo nome è circolato per tutta la giornata tra quelli dei probabili sottosegretari, addirittura in un ruolo chiave come coordinatore della politica economica presso la presidenza del consiglio. La materia che ha masticato per una vita e che l’ha proiettato ad una brillante carriera politica. Lui, Bruno Tabacci, in quei momenti, aveva però altri pensieri per la testa. Il 25 febbraio, infatti, sarà a San Roco, frazione del Comune di Quistello, per l’ultimo saluto alla sorella Carla, venuta a mancare lunedì 22 febbraio.

Per questo ha lasciato Roma e i rumors politici già dalla mattinata del 24 febbraio per rifugiarsi negli affetti e nei ricordi. Un modo per distendersi e, magari, per prepararsi alla nuova avventura governativa. Che in serata è diventata realtà: c’ è anche lui tra i sottosegretari del governo e con la delega di cui si vociferava.

Che con il premier Draghi ci fosse uno stretto legame lo testimonia un aneddoto raccontato dallo stesso Tabacci alla Gazzetta di Mantova poco più di un mese fa, quando nella capitale era attivo per salvare il governo Conte mettendo in piedi un gruppo di parlamentari «responsabili»: «Quando entrai nella segreteria tecnica del ministro Giovanni Goria mi chiese di trovare un collaboratore. Contattai un giovane studioso di grandi qualità. Era Mario Draghi».


Non è stato certo per sdebitarsi se Draghi lo ha chiamato al suo fianco, a guidare la sua politica economica; c’è tutta una carriera politica che parla per Tabacci, 73 anni, deputato di lungo corso e ora a Montecitorio a rappresentare il Centro democratico di cui è presidente. Democristiano da sempre come si definisce (ma nella corrente di sinistra, quella più aperta, allora, al mondo progressista), mente lucidissima ed esperto di economia, tenace e mai banale, ha cominciato la sua carriera nel consiglio comunale di Quistello, paese del Mantovano dove è nato e dove è stato vicesindaco tra il 1970 e il 1975.

È stato anche consigliere comunale nel capoluogo tra il 1980 e il 1983, all’opposizione della giunta di sinistra guidata da Usvardi, socialista, anche lui sottosegretario negli anni 60. Nel 1981 diventa direttore dell’ufficio studi del ministero dell’industria e commercio, chiamato da Giovanni Marcora, che rimarrà sempre il suo punto di riferimento.

Nel 1987 è presidente della Regione Lombardia e vi rimane fino al 1989. Poi spicca il volo per Roma dove viene eletto nel 1992 nelle fila della Dc, dopo essere stato sino al 1991 consigliere regionale (eletto nel 1985). In parlamento resta sino al 1994; poi, mani pulite ne frena la carriera che vira e prende la strada della dirigenza statale per sede nei consigli di amministrazione di Eni, Snam e Efibanca.

Èd è anche presidente dell’Autocisa. Quando i processi si concludono con un’assoluzione piena, nel 2001 Tabacci viene rieletto alla Camera nella fila dell’Udc. Da allora sarà sempre al suo posto a Montecitorio, tranne che per una parentesi da assessore comunale al bilancio a Milano con il sindaco Pisapia tra il 2011 e il 2013. 

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