«Una barriera con i vaccini attorno a Brescia contro la terza ondata»

Per il direttore del 118 di Mantova sarebbe più corretto «potenziare le vaccinazioni nelle aree adiacenti a quella identificata come arancione». Seconda dose? « Meglio utilizzare il 100% delle forniture per eseguire somministrazioni a tappeto. Come in Scozia e Israele»

MANTOVA. «Zona arancione rafforzata nell’intera provincia di Brescia e in 8 Comuni della Bergamasca confinanti». Lo annuncia la titolare del Welfare lombardo Letizia Moratti

I casi accelerano e per il 39% si devono a ceppi mutati. Vaccinazioni rimodulate e prioritariamente concentrate in zona. Scuole chiuse – da infanzia a medie – non si va alla seconda casa e altre restrizioni.  «A Brescia evidentemente ci troviamo di fronte alla terza ondata» ha detto il consulente Guido Bertolaso. «Alzata da 3 a 4 l’attenzione delle Rianimazioni. Negli ospedali i reparti Covid sono pieni».
 
Questa la notizia di martedì e considerata l’ultima accelerazione del contagio sembra proprio la decisione di una corretta strategia di mitigazione e contenimento. È evidente che Brescia e le altre aree limitrofe sono l’ennesima punta dell’iceberg, che a poco a poco manifesta la sua ondata di piena, volenti o nolenti. Nei giorni si susseguono i numeri dei contagi, annunciati dagli speakers televisivi e radiofonici ed ogni giorno sentiamo affermazioni del tipo: «Noi abbiamo più contagi perché facciamo più tamponi».

Non so se ritenere questa affermazione logica o frutto di ingenuità, perché temo che il più delle persone ignorino il vero senso dei numeri, specie se letti in senso assoluto, piuttosto che in relazione ai diversi valori. Parlo per esempio del rapporto di contagio. Ebbene, quando si dice che, per esempio in Lombardia, il rapporto tra tamponi eseguiti e soggetti contagiati è uguale al 7% (dato del 23 febbraio 2021), vuol anche significare che potenzialmente il 7% della popolazione lombarda potrebbe essere contagiata e quindi risultare positiva al tampone Covid. È in un certo senso il valore di stima della statistica.

Ovviamente non è sufficiente un solo dato, ma un insieme di dati di cui stimare per esempio una mediana. Ma è comunque un dato che potrebbe farci capire verso cosa stiamo camminando e da cosa dobbiamo ancora difenderci. Vuol dire che sulla popolazione della provincia di Brescia di 1.265.954 abitanti, i contagiati potrebbero essere potenzialmente 88.616,78 e non 61.906.
 
Relativamente alle vaccinazioni, ritengo opportuno che vengano rimodulate prioritariamente nella zona portata oggi ad “arancione”. Ma se i potenziali contagiati fossero così numerosi, potremmo trovarci a vaccinare chi ha già contratto il Covid, casomai “slatentizzando” i sintomi tipici anche dove sarebbero passati in maniera silente.
Mi chiedo quindi se fosse più corretto creare una sorta di barriera di contenimento che faccia da cintura al focolaio attualmente in sviluppo. E proprio come si fa per gli incendi, andando a ridurre la potenza del fuoco, creandogli intorno terra già bruciata. Così potremmo operare, andando a potenziare le vaccinazioni nelle aree adiacenti a quella identificata come “arancione”.
 
Non solo. Dobbiamo fidarci di quanto hanno già osservato e riscontrato i nostri amici scozzesi ed israeliani, che somministrando solo la prima dose al più alto numero possibile di persone, hanno avuto un calo del 30% circa di contagi e di ospedalizzazioni. Quindi a questo punto, più che tenere in frigo una percentuale di dosi, destinate alla seconda somministrazione, conviene utilizzare il 100% delle forniture per eseguire somministrazioni a tappeto, utilizzando tutti i luoghi disponibili, ma soprattutto vaccinando anche sui luoghi di lavoro e nelle scuole. 
 
Relativamente ai luoghi di lavoro, come già si è espresso Carlo Bonomi, consideriamo che le grandi industrie, sono dotate di infermeria, con infermiere e medico competente. A quanto pare, non possiamo contare su una immunità di gregge nel breve tempo, ma sicuramente dobbiamo poter contare sulla difficoltà massima che possiamo creare al diffondersi del virus.

*direttore 118 Mantova

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