Dal 1° marzo Lombardia e Mantova tornano in arancione, ecco come cambiano le regole

La nostra provincia lascia il giallo e vede inasprirsi le limitazioni nel tentativo di contenere l'avanzata del virus e delle sue varianti

MANTOVA. Di nuovo in arancione. Lombardia, Piemonte e Marche cambiano colore. Sale il livello di attenzione e quindi si inaspriscono le misure di contenimento del virus. Per quanto riguarda Mantova, quindi, ci sarà una netta chiusura alle attività rispetto a quanto consentito in questo periodo. La zona gialla è durata quindi tre settimane e da oggi, lunedì 1 marzo, sarà solo un ricordo. Il problema, ovviamente, è legato alla diffusione capillare delle varianti del coronavirus che stanno aumentando il numero dei contagiati e, soprattutto, il numero degli ospedalizzati. La soluzione nel breve termine adottata dal governo Draghi, sulla falsa riga di quanto avvenuto durante la gestione Conte, è quella di una chiusura limitata per le zone più colpite. E la Lombardia, con il caso Brescia a preoccupare tutto il Paese, è costretta a fare un passo indietro dopo tanti sforzi. Le terapie intensive in Lombardia per ora non sono al collasso, ma la pressione è notevolmente aumentata. Tanto che in questi giorni sono iniziati i primi trasferimenti di pazienti dagli ospedali bresciani verso il polo allestito durante la prima ondata nella fiera di Milano. 

REGOLE E RESTRIZIONI: COSA SUCCEDE ORA?

  • SPOSTAMENTI: consentiti solo all'interno del proprio Comune di residenza nell'orario compreso tra le 5 del mattino e le 22 alla sera. Di notte resta in vigore il coprifuoco. I movimenti al di fuori dal proprio Comune sono consentiti solo nei famosi casi giustificati (salute, lavoro o necessità impellente). Servirà l'autocertificazione in caso di controllo da parte delle forze dell'ordine. È sempre permesso il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Chi risiede in un paese che non raggiunge i 5mila abitanti può spostarsi liberamente entro un raggio di 30 chilometri dal confine (quindi eventualmente anche in un’altra regione), con il divieto però di recarsi in capoluoghi di provincia. Sono consentite, solo nel territorio comunale, le visite ad amici e parenti, una sola volta al giorno, e con il limite massimo di due persone (più eventualmente due minori di 14 anni).
  • SECONDE CASE: capitolo complicato ma molto pressante visto l'arrivo della bella stagione. Chi vive in fascia arancione può ragiungere le seconde case di proprietà anche fuori regione. Non è però consentito raggiungere quelle in regioni colorate di arancione scuro o di rosso. Possono raggiungere la seconda abitazione solo i componenti del nucleo familiare convivente con il proprietario dell'immobile (che deve certificare la proprietà attraverso una copia del rogito o altri documenti in caso di controllo). Non è possibile ospitare nelle seconde case amici o familiari non conviventi. La seconda casa è raggiungibile solo se disabitata. La presenza in loco di eventuali affittuari non consente il via libera per il viaggio.  Può essere anche di proprietà dei genitori, purché sia in disponibilità abituale di chi vuole andarci e comunque solo un nucleo familiare alla volta. 


     
  • SCUOLE: didattica in presenza per gli alunni della scuola dell'infazia (asili), delle elementari e delle media. Tornano invece a casa - in parte - i ragazzi delle superiori. Per loro didattica in presenza solo per un numero di alunni pari al 50-75% del totale, gli altri collegati dalla propria abitazione. Saranno però i governatori delle singole regioni a definire la situazione in base all'andamento specifico del contagio sul territorio. Accesso sempre consentito ai plessi scolastici superiori per studenti con disabilità o per usufruire dei laboratori.


     
  • RISTORANTI E BAR: in questo capitolo le restrizioni maggiori. Bar e ristoranti possono lavorare solo per garantire il servizio di asporto oppure la consegna a domicilio. Per i bar l'asporto è consentito solo fino alle ore 18, per i ristoranti invece fino alle 22. Nessuna limitazione oraria per le consegne a domicilio. Consentito l'ingresso nei locali solo per il tempo necessario alla consegna dei prodotto, vietati ovviamente gli assembramenti.
  • CENTRI COMMERCIALI E NEGOZI: i negozi di ogni genere restano aperti (chiusura alle 21), cambiano però le disposizioni per i centri commerciali che resteranno fruibili nei giorni feriali. Nel fine settimana invece tutto chiuso (ma nei centri commerciali saranno comunque accessibili farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole). Aperti regolarmente parrucchieri e centri estetici. 
  • TEMPO LIBERO: l'attività sportiva è consentita a livello singolo senza mascherina (passeggiate, corse o allenamenti in bicicletta). Massima attenzione però a non creare assembramenti, restando a debita distanza dalle altre persone. Chiusura obbligatoria per mostre, musei, cinema e teatri. 
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