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I quattro ex ospedali: sfida per i servizi e contro il degrado

I progetti per Quistello sono in fase più avanzata. Il futuro di Sermide, Ostiglia e Poggio Rusco è stato analizzato in un incontro tra sindaci, consorzio, comitato e Asst 

MANTOVA. Mantenere i servizi sul territorio, questa è la parola d'ordine che guida i sindaci del Destra Secchia nel chiedere la rivitalizzazione degli ex ospedali dell'area; 4 strutture in stato di forte degrado e parziale abbandono: Ostiglia, Poggio Rusco, Sermide e Quistello. Lo scorso giovedì c'è stato un incontro tra la dirigenza dell'Azienda socio sanitaria territoriale, una delegazione di alcuni sindaci del Destra Secchia, Daniela Besutti presidente del Comitato in difesa dell'ospedale di Pieve e Alberto Borsari presidente del Consorzio Oltrepò. Al centro della riunione c'era il recupero e riutilizzo dei 4 ex ospedali. Una questione aperta da anni e che ha subito uno stop a causa dell'emergenza sanitaria.

L'obiettivo dei sindaci è quello di mantenere i servizi già presenti nei singoli centri e potenziarli, oltre a scongiurare che i vecchi presidi diventino veri e propri ruderi. La linea è quella di potenziare i servizi a Quistello, mantenere il consultorio familiare e giovanile a Ostiglia, gli uffici di Agenzia di tutela della salute a Poggio e poliambulatori a Sermide.


Per quanto riguarda Quistello la situazione è in stato più avanzato, la porzione dell'ex ospedale degradata verrà demolita e ricostruirla con prefabbricato. Gli altri progetti sono delineati, arriva adesso la fase formale di chiusura degli accordi tra i Comuni e Asst.

A Poggio Rusco resteranno gli uffici di Asst che dovrebbero trovare collocazione nelle ex palazzine Enel, dove adesso ci sono gli uffici comunali. L'amministrazione cederebbe le palazzine ad Asst, una volta ultimati i lavori di recupero del municipio, cantiere che dovrebbe partire questo mese. In cambio Asst lascerebbe l'ex ospedale al Comune. La riqualificazione di quell'area, vicina al centro del paese, avverrebbe con una lottizzazione che porterebbe spazi commerciali, ma anche residenze.

Ostiglia punta a mantenere il consultorio familiare e giovanile. L'amministrazione ha chiesto con forza che il servizio resti nel paese, offrendo di trasferirlo in uno stabile di proprietà comunale in via XX settembre. Infatti Asst aveva chiesto la disponibilità di nuovi spazi, attualmente il consultorio si trova in una porzione dell'ex ospedale, che però dovrà essere liberata nel giro di pochi anni, nei piani dell'azienda sanitaria. Esiste già un progetto preliminare per riqualificare ed adeguare lo stabile di via XX settembre, si aspetta l'ok ufficiale da Asst. Nell'ex presidio sono oggi presenti anche gli uffici di Ats che dovrebbero essere poi trasferiti a Poggio, secondo il disegno globale. Per quanto riguarda il complesso dell'ex ospedale la linea di Asst sembra quella di alienarlo. Va precisato che una parte è già inagibile, con il tetto che sta crollando ed è già stata transennata. L'altro obiettivo per Ostiglia è quello di non trovarsi un rudere in pieno centro.

Per Sermide si prevede invece la costituzione di un prest, presidio socio sanitario territoriale, e lo sviluppo della residenza sanitaria Solaris che avrebbe bisogno di espandersi. Sull'ex ospedale è già stato fatto un sopralluogo di cui si attende l'esito ufficiale. Sono due le possibilità: un recupero parziale della struttura, riqualificando i primi due piani, o una demolizione completa per ricostruire una nuova struttura. Sarà siglato un accordo fra Asst, proprietaria del complesso, e il Comune con una cessione a titolo gratuito dell'area per diversi decenni, questo consentirà al Comune di poter investire sull'area. Non sarà più un'acquisizione, come si era pensato nel 2018, ma una convenzione con cessione a titolo gratuito per diversi decenni, con l'impegno di Asst di fornire le professionalità e quindi i servizi necessari. La contropartita è l'impegno economico del Comune per il recupero che potrebbe coinvolgere anche la Solaris, nell'ottica di nuovi spazi per la rsa. 
 

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