Mantova, preso a calci e pugni per un sms all’amica: condannato il rivale

Botte a quello che credeva essere un rivale in amore. Dopo quasi quattro anni da quel brutto episodio la legge ha presenta il conto a Maikol Mihajlovic, 22 anni. Ed è un conto pesantissimo: 3.200 euro di multa e una provvisionale di altri mille euro come anticipo di risarcimento alla vittima del pestaggio.

MANTOVA. Botte a quello che credeva essere un rivale in amore. Dopo quasi quattro anni da quel brutto episodio la legge ha presenta il conto a Maikol Mihajlovic, 22 anni. Ed è un conto pesantissimo: 3.200 euro di multa e una provvisionale di altri mille euro come anticipo di risarcimento alla vittima del pestaggio. L’episodio che suscitò una certa eco per le modalità brutali avvenne nel marzo 2017 in pieno centro. Mihajlovic, all’epoca appena maggiorenne, assieme ad altri due compari minorenni, aggredì l’allora 15enne L.L. solamente per il fatto che aveva inviato messaggini telefonici a una compagna di classe. Un affronto per Mihajlovic che considerava la ragazza la propria fidanzata. Uno sgarbo per il quale, secondo lui, bisognava dare una risposta. E questa avvenne a calci e pugni dopo un inseguimento per le vie della città concluso davanti alla basilica di Sant’Andrea.
Se una passante non si fosse interposta a favore del ragazzino probabilmente i tre avrebbero continuato nel pestaggio. Sconvolta e indignata da quanto aveva visto la donna inviò anche una lettera alla Gazzetta per condannare l’indifferenza delle persone presenti: «Erano adulti: perché non hanno mosso un dito davanti a tanta violenza?».

L’episodio segnò l’apice di una serie di atti di bullismo giovanile al limite della devianza sociale sui quale le autorità decisero di intervenire sia in ambito educativo che con l’arma della repressione. Più che nel fisico la vittima riportò nel tempo conseguenze nella sfera psicologica per il timore del ripetersi dell’aggressione. Al termine di una udienza di particolare intensità emotiva per il lucido racconto del fatto ancora impresso nella memoria dei testimoni, seppur a distanza di quattro anni, il giudice di pace Davide Carletti ha emesso la sua sentenza: 2.400 euro di multa – rispetto al massimo di 2.582 euro previsto dal codice per le lesioni volontarie – ma aumentate a 3.200 per l’aggravante di averle causate a un minorenne.

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