Sanremo 2021, le pagelle delle canzoni che non abbiamo ancora ascoltato

Renga paga la somiglianza con Che Guevara e potrebbe risultare indigesto al pubblico di centrodestra, Lo Stato Sociale porteranno sul palco la solita allegria immotivata. E poi c'è Aiello, il piacione che spera nell'effetto Gabbani. Ecco come andranno i 26 big in gara, senza aver ascoltato le canzoni né letto i testi

L'errore più comune riguardo al Festival di Sanremo è credere che la classifica finale rispecchi anche solo lontanamente l'effettivo valore delle canzoni in gara. Ovviamente non è così, i motivi per cui un brano può raccattare più o meno voti sono svariati e apparentemente illogici: alcuni ad esempio finiscono sul podio perché trattano un argomento d'attualità (qualcuno ha detto pandemia?), altri perché interpretati da vecchie glorie che promettono, di solito mentendo in maniera spudorata, di essere all'ultima partecipazione, altri ancora perché cantati da artisti usciti dai talent e quindi con una fanbase esperta di televoto. Insomma, qui siamo tutti adulti e vaccinati (magari...) e quindi dobbiamo rassegnarci al fatto che una Malika Ayane al massimo può ambire al premio della critica. Non vincerà mai pur avendo una voce meravigliosa e un talento fuori scala. E sì, questa è una frase scaramantica perché tifo per lei. Ad ogni modo, visto che la prima serata si avvicina, è giusto lanciarsi in qualche pronostico: ecco come andranno i 26 big, partendo dal presupposto che non ho letto un solo verso dei testi e che mi baso esclusivamente sulla carriera del concorrente e sul titolo della canzone. Facile fare le pagelle dopo, qui le facciamo prima.

Francesco Renga – “Quando trovo te” Renga è un bell'uomo e su questo non ci piove. La canzone sarà la solita rengata d'amore sanremese, cosa vuoi mai. L'unico dubbio riguarda la sua somiglianza sempre più marcata a Che Guevara che potrebbe renderlo inviso al pubblico di centrodestra. Divisivo.


Coma_Cose – “Fiamme negli occhi” Mi risulta che i due siano fidanzati e quindi immagino conviventi, ciò vuol dire che hanno passato il lockdown nella stessa casa senza arrivare ad odiarsi e per questo mi sento di dare fiducia al loro indie-pop-rap-ecc. Affiatati.

Gaia – “Cuore amaro" Qui giochiamo in casa. Gaia è viadanese è quindi la sosteniamo per partito preso. Ha già vinto 13 o 14 talent, possiamo puntare altissimo come non succedeva dai tempi del Mantova di Lori. Speranza.

Irama – “La genesi del tuo colore” Il titolo suggerisce un testo inutilmente complicato: siamo a Sanremo, mica ad Harvard, non ho alcuna intenzione di sfogliare il dizionario per capire cosa borbotta Irama. Pretenzioso.

Fulminacci – “Santa Marinella” Fulminacci è un ragazzo simpatico e pure bravo. Ha tutte le carte in regola per fallire miseramente a Sanremo. Precario.

Madame – “Voce”E' donna, è giovane, fa rap. Io ve la butto lì: sorpresa totale del Festival e podio per lo sdegno del pubblico più attempato.

Willy Peyote – “Mai dire mai (La locoura)” Il titolo incuriosisce. Dai, vediamo.

Orietta Berti – “Quando ti sei innamorato” Oh, ecco finalmente qualcuno a cui spetta di diritto il vaccino. In un festival dall'età media abbastanza bassa, Oriettona nazionale spicca. A occhio, ma potrei sbagliarmi, la sua è una canzone d'amore.

Ermal Meta – “Un milione di cose da dirti” Cantante molto sanremese, è da top 10 di sicuro. Che poi mi venga voglia di ascoltare la canzone è un altro paio di maniche.

Fasma – “Parlami” Ha 22 anni ed è sotto contratto con la Sony. Alla faccia di chi dice che in Italia non c'è lavoro per i giovani.

Arisa – “Potevi fare di più” Se ho capito bene il brano racconta del dramma di un adolescente che torna a casa contento perché ha preso 8 in matematica ma si scontra con l'inflessibilità di una madre molto esigente.

Gio Evan – “Arnica” Ah, è pure cantante Gio Evan.

Maneskin – “Zitti e buoni” Ggggiovani, ggggiovani ma ggggiovani che voi non potete immaginare quanto. Aspiranti rocker.

Malika Ayane – “Ti piaci così” Classe, eleganza, talento. Votatela.

Aiello – “Ora” Questo è un piacione e punta all'effetto Gabbani, ve lo dico io. Potrebbe stupire. Ma anche no.

Max Gazzè e la Trifluoperazina Monstery Band – “Il farmacista” Nel Sanremo del Covid una canzone intitolata "Il farmacista" suonata da un gruppo con il nome di un antipsicotico. Approvati senza riserva.

Ghemon – “Momento perfetto” Questo è un artista vero, con una carriera solida alle spalle. Fino ad oggi ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato, almeno in termini di pubblico mainstream. Mio pupillo da tempi non sospetti.

La rappresentante di lista – “Amare” Bravi a incuriosirci sin dal titolo: sarà verbo o aggettivo? Linguisti.

Noemi – “Glicine” I bookmaker la danno favorita per la vittoria, circostanza che di solito porta una sfiga pazzesca.

Random – “Torno a te” Classe 2001, potrebbe essere il nipote di Orietta Berti. E guardandolo bene bene in effetti un minimo di somiglianza c'è.

Colapesce e Dimartino – “Musica leggerissima” Un cantante e un gruppo che si presentano insieme. La speranza è che litighino sul palco in stile Morgan-Bugo ma forse è sbagliato illudersi perché non è che ogni anno possono succedere cose bellissime.

Annalisa – “Dieci” Il brano è dedicato alla scomparsa di Diego Armando Maradona di cui Annalisa era grandissima fan.

Bugo – “E invece sì” Morgan dice che questa canzone due anni fa era stata scartata da Baglioni. E io di Morgan mi fido. Di Baglioni già meno.

Lo Stato Sociale – “Combat pop” Porteranno la solita allegria immotivata sul palco dell'Ariston. Virali, se capite cosa intendo.

Extraliscio feat. Davide Toffolo – “Bianca luce nera” L'ossimoro del titolo puzza di premio della critica lontano un miglio.

Francesca Michielin e Fedez – “Chiamami per nome” Interessante l'idea di portare a Sanremo un influencer. Pare proverà a rappare.



 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi