Le aree rurali si alleano per la difesa del clima

CALVATONE (CR)

È stato presentato il progetto “Climactive 2050”: le aree rurali lombarde uniscono le forze per contrastare i cambiamenti climatici. L’iniziativa vede la partecipazione, oltre al Gal Oglio-Po (capofila), anche dei Gal “Valtellina Valle dei sapori”, “Valle Brembana 2020” e “Colli di Bergamo e Canto Alto”, in rappresentanza di tre diversi ecosistemi: pianura, collina e montagna. Aderiscono inoltre Regione, Cnr, Coldiretti e i parchi regionali dei territorio di riferimento (tra cui quindi anche il Parco Oglio Sud). Il progetto potrà contare su una dotazione finanziaria di 453mila euro, di cui 393mila erogati dal Pirellone. I Comuni potenzialmente coinvolti sono 171, per circa 370mila abitanti complessivi.


L’idea è di programmare azioni e interventi in grado di aiutare i territori ad affrontare in maniera positiva, in un’ottica autenticamente europea, il tema del cambiamento climatico. «Il nostro impegno – ha spiegato Rita Baraldi, ricercatrice dell’Istituto per la bioeconomia del Cnr – sarà ora di analizzare i servizi e i disservizi dell’ecosistema, caratterizzare le piante presenti nel territorio, individuare le criticità e studiare la capacità del patrimonio arboreo di assorbire inquinanti e anidride carbonica». È risaputo che le piante hanno la capacità di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici: «L’obiettivo sarà di creare un modello, una metodologia scientifica, per mappare e monitorare gli ecosistemi, e, su tali basi, progettare interventi in grado effettivamente di facilitare la resilienza dei territori». Lo slogan: “Agire localmente pensando globalmente”. «Tali modelli – ha assicurato la Baraldi – dovranno essere replicabili anche in altri contesti. Senza uno sforzo comune, gli investimenti globali rischiano di rimanere poco efficaci». Già nei prossimi mesi partiranno cicli di seminari con esperti del settore: «Si punterà a formare – ha sottolineato la Botti – una comunità di apprendimento».

Il presidente regionale Coldiretti Paolo Voltini ha auspicato che le risorse disponibili vengano sfruttate nel modo più proficuo, così da avvicinare imprese, enti e associazioni riducendo i tempi burocratici. «Conoscere l’impronta ecologica delle aziende agricole – ha notato – è una questione strategica: da essa possono discendere una valorizzazione dell’export agro-alimentare e del turismo locale». «Il cambiamento climatico – ha detto l’assessore regionale Rolfi – è la principale sfida mondiale». —

R.N.

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