Mantova, ricorre contro la multa: ma dopo due anni deve pagare 5mila euro

L’imprenditrice espose un cartello pubblicitario abusivo. Ora il tribunale la condanna a risarcire anche le spese

MANTOVA. Va bene resistere a presunte angherie subìte dalle autorità e ricorrere a tutti i mezzi leciti per far valere le proprie ragioni e non pagare una multa ritenuta ingiusta. Il rischio, però, è di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano e di essere costretti a sborsare una somma ben più grossa di quella iniziale.

È successo a un’imprenditrice di nazionalità cinese residente a Mantova che dopo due anni di battaglia legale con il Comune di Mantova si è ritrovata a dover pagare oltre alla multa anche le spese degli avvocati, per un totale di quasi 5mila euro. Se avesse riconosciuto subito le proprie responsabilità si sarebbe fermata a 3.390 euro. Ma tant’è. Per tutti è difficile rinunciare alle proprie ragioni e si tenta di farle valere in ogni sede, anche a costo di rischiare la beffa.

La vicenda ha inizio nel gennaio del 2019 quando la polizia locale di Mantova, al termine di un sopralluogo, constata che l’imprenditrice, titolare di un centro estetico in città, aveva apposto un cartello in strada per pubblicizzare la sua attività, ma senza autorizzazione.

Questo le era costato un verbale da parte degli agenti e una sanzione di 3.390 euro per aver violato l’articolo 23 comma bis del Codice della strada. Sicura di essere dalla parte della ragione, la donna ha fatto ricorso al giudice di pace. Il quale lo ha respinto, fissando però la multa all’importo iniziale di 3.390 euro. Va detto che questa decisione, per la signora, è stata provvidenziale: se il giudice non l’avesse presa l’ammontare della sanzione sarebbe lievitato con il passare del tempo e con l’esito finale della causa.

L’imprenditrice ha impugnato il verbale, in secondo grado, davanti al Tribunale di Mantova, ma anche in questa occasione senza successo. Il 23 febbraio scorso è stata pubblicata la sentenza con cui il giudice ha rigettato l’appello e ha condannato la donna a risarcire le spese legali al Comune di Mantova che, nel frattempo, si era costituito in giudizio.

Alla fine l’imprenditrice dovrà pagare un verbale di 3.390 euro più le spese di lite per altri 1.397 euro, per un totale di 4.787 euro. Potrebbe cercare la rivincita in Cassazione, ma visto come sono andate le cose nei due gradi precedenti, forse sceglierà di lasciar perdere e pagare.

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