Pannelli, resine, mobili: l’economia circolare della galassia Saviola

Con un fatturato di 600 milioni, il gruppo viadanese in anticipo sulla svolta green  Il presidente Alessandro: azzerato il debito, pronti a nuovi investimenti importanti 

VIADANA. Legno, chimica, mobili e prodotti per agricoltura, allevamento, industria conciaria: quattro anime produttive tra loro complementari e una galassia di 14 stabilimenti tra Italia e estero, dove lavorano 1.500 addetti. Con circa 600 milioni di fatturato e un Ebitda di 90 nel 2019, il gruppo Saviola è oggi tra le prime trecento realtà industriali italiane e il più importante processore di legni post-consumo al mondo. Con la bussola da sempre orientata all’economia circolare, dal suo quartier generale di Viadana si prepara ora ad affrontare i prossimi cinque anni con un piano d’investimenti robusto: 250 milioni di euro.

Mantova: pannelli, resine, mobili, l’economia circolare della galassia Saviola

«Ad aprile il nostro debito sarà azzerato, eravamo partiti nel 2009 con 475 milioni di euro di debito bancario e dopo anni di forti cambiamenti e ristrutturazioni interne, la solidità raggiunta ci fa guardare al futuro in un’ottica sempre più di innovazione e di ammodernamento tecnologico. Ci permette di pensare a investimenti importanti» annuncia Alessandro Saviola, figlio del fondatore Mauro, che guida la holding dal 2009.

L'AZIENDA

Il gruppo si articola oggi nelle business unit Saviola (legno) che con 323,3 milioni rappresenta il 55% del fatturato, Composad (mobile) per il 13.4%, Sadepan (chimica)per il 26,5% e la più recente Saviolife (life science)per il 5,1%. «Un modello di integrazione verticale e orizzontale unico» .

«L’Italia è il più importante riciclatore di legno al mondo con circa 3,5 milioni di tonnellate – spiega il presidente – noi siamo il primo gruppo industriale al mondo ad aver inventato questo sistema di raccolta, pulizia e selezione, lavorazione e produzione di pannello 100% post consumo. Utilizziamo oltre 1,2 milioni di tonnellate di legno riciclato ogni anno per la produzione del pannello ecologico e siamo l’unica azienda al mondo che utilizza esclusivamente un sistema di economia circolare basato soltanto sulla raccolta e lavorazione del legno usato, non utilizziamo legno vergine».

Con un network di 19 centri Ecolegno di proprietà per la raccolta in Europa, il gruppo conta oggi su 5mila contratti con aziende municipalizzate per il ritiro di mobili vecchi, bobine, cassette della frutta, pallet, infissi, soltanto 1% degli scarti di lavorazione del processo produttivo sono destinati al conferimento in discarica.

«Oggi essere green ha una valenza a 360 gradi», dice Saviola mentre spiega come questa mission abbracci tutte le realtà produttive della holdig. Non solo produzione di pannelli e mobili in kit da legno riciclato, ma anche resine e collanti a bassa emissione di formaldeide e conservanti, fertilizzanti e pesticidi naturali e a basso impatto ambientale.

E ora il nuovo obiettivo «allo studio è arrivare a realizzare pannelli con emissione di formaldeide pari a quella del legno naturale». In chiave green anche la nuova “Officina Saviola” per la produzione di gel igienizzanti e prodotti per la disinfezione delle superfici biodegradabili e derivati da fonti naturali.

Spiega il presidente che gli investimenti del gruppo nel 2020 sono aumentati del 50% nonostante il Covid e che «in totale abbiamo raggiunto i 36 milioni di euro complessivi» e per il prossimo quinquennio la strategia aziendale è di investire sempre di più in tecnologie di ultima generazione. «Abbiamo in valutazione per l’anno a venire altri 85 milioni di euro per il rinnovo di un nostro polo produttivo a Sustinente».

Nel 2020 il fermo del gruppo causa lockdown è durato 50 giorni ad eccezione del settore della chimica (Sadepan). «Questo ha comportato un forte calo di fatturato, circa 80 milioni di euro, che però non ci ha impedito di chiudere con un Ebitda in pari e con un record storico a novembre». Il gruppo ha assistito a una robusta ripresa, dovuta anche ai cambiamenti degli stili di vita. «Lo smart working ha provocato un’attenzione differente rispetto alla qualità abitativa delle case e il settore arredo ha visto una crescita». Obiettivo dei prossimi 5 anni? «Ampliare l’offerta, accelerare verso una vocazione internazionale dove il Made in Italy nel settore arredo è un’eccellenza, aumentare il fatturato estero dal 40% al l 60%».

LA STORIA

Per ricostruire la storia del gruppo Saviola bisogna partire dai manici di scopa realizzati nel primo dopoguerra dall’ebanista Alfredo Saviola. Colui che poi diventerà il fondatore di un gruppo oggi leader nella produzione di pannelli ecologici 100%, iniziò qui: lavorando a 11 anni nella bottega del padre. Stiamo parlando di Mauro Saviola «che insieme a mio zio Angelo – racconta il figlio Alessandro oggi presidente della holding – iniziò come commerciante di legname, soprattutto pioppo delle golene del Po. Ma lui il salto all’industria di trasformazione lo sognava da sempre».

E l’idea giusta arriva con un viaggio in Germania dove vede un impianto che sbriciola e pressa le ramaglie: «L’idea fu quella di usare la parte non nobile del pioppo per trasformarla in pannelli, erano gli anni in cui il truciolato e il compensato si stava affrancando al posto del massello per i mobili». È il 1963 quando in un capannone di Viadana viene “sfornato” il primo pannello truciolare «che nel riutilizzo di rami e tronchi conteneva già un’idea di riciclo». Il primo nome della società è Sadepan che sta per «Saviola, Del Ton Pannelli» dai nomi dei soci iniziali. Il problema è però il collante: «La colla ureica usata per assemblare i trucioli veniva prodotta da un cartello commerciale che imponeva i suoi prezzi e mio padre per uscire da questa costrizione decide di autoprodursela». E nel 1968, con il nuovo stabilimento di Viadana, entra nel mondo della chimica «con l’idea di produrre e vendere collante anche ai suoi concorrenti, come d’altronde avviene anche oggi». Nel 1973 apre Sadepan Chimica, primo produttore in Italia di colle per legno a basso contenuto di formaldeide che negli anni crescerà diventando leader nella fornitura nazionale di resine ureiche e melamminiche. Ma l’espansione del gruppo è solo all’inizio. Sono gli anni del via alle acquisizioni: dallo stabilimento Silla di Sustinente a quello di Mortara in provincia di Pavia sino agli impianti in Belgio e in Argentina.«Intanto il gruppo continua a spingere – prosegue Alessandro – verso un’integrazione verticale e decide di puntare anche sul mobile con la Composad che apre i battenti a metà anni ’90».

E anche l’idea di riciclo a questo punto fa un passo avanti con l’utilizzo di legno usato recuperato dalla raccolta differenziata come dalle industrie di lavorazione della materia prima: «La svolta matura tra gli anni ’80 e ’90 e in questo caso le difficoltà da affrontare non sono poche. Da una parte gli impianti di triturazione non sono adatti e dall’altro i mobilieri temono che i nostri prodotti “fatti con il rifiuto” rovinino l’immagine del mobile italiano. Ma anche in questo caso la caparbietà di mio padre ha avuto ragione e con l’arrivo del Decreto Ronchi sui rifiuti, viene favorita la crescita della filiera a supporto della nostra industria».Così nel 1997 i nuovi impianti di pulitura del legno usato sostituiscono in ogni stabilimento le linee di macinazione dei tronchi che vengono smantellate definitivamente. Il gruppo Saviola da qui in poi utilizzerà solo legno usato per produrre i suoi pannelli ecologici post-consumo. «Oggi siamo convenzionati con cinquemila tra consorzi e municipalità, in Italia c’è il più grande network al mondo per la raccolta e su un totale di 3,5 milioni di tonnellate di legno, 1,2 vengono raccolte e riciclate da noi: un primato come azienda e come Paese». Il resto della storia prosegue oggi con Alessandro subentrato al padre nel 2009 e con la creazione nel 2012 della Saviola Holding. E sono quasi passati 60 anni .

LA SFIDA

«Valorizzare componenti utili al mondo agricolo e dell’allevamento con destinazioni d’uso alternative ed ecosostenibili» nasce da qui l’ultima sfida sostenibile del gruppo Saviola che nel 2019 ha creato la nuova business unit “Saviolife” per i prodotti Saviotan e Sazolene impiegati in agricoltura, nell’allevamento e nell’industria conciaria.Saviotan è a base di tannino, un estratto vegetale di castagno, il più pregiato tra quelli disponibili in natura. Nell’industria conciaria rappresenta un’alternativa naturale ai prodotti chimici, nel settore zootecnico viene usato come astringente e antisettico naturale e nell’agricoltura biologica come biostimolante ad azione antiparassitaria. Invece il Sazolene è un fertilizzante a lento rilascio, prodotto di sintesi in grado di fornire al terreno carbonio organico e azoto «senza inibire l’attività microbica del terreno – spiegano in azienda – responsabile dei naturali processi di mineralizzazione, ma al contrario sostiene e migliora lo sviluppo e la naturale fertilità del suolo. I vantaggi sono molteplici: minore impiego di fertilizzante e maggiore efficienza, riduzione dei costi, maggior rispetto per la natura e minore impatto ambientale».

Mentre la ricerca per ulteriori applicazioni non si ferma, intanto Saviolife sta in questo periodo allargando il proprio sviluppo sulle piazze orientali, aumentando anche la presenza soprattutto in Cina e Giappone, e sul mercato australiano e statunitense.E per il presidente della holding Alessandro Saviola «Saviolife è un’ulteriore dimostrazione concreta di come le aziende del gruppo siano perfettamente integrate verticalmente ed orizzontalmente tra di loro e di come sia possibile per noi ridurre al minimo gli sprechi andando a utilizzare tutti quei materiali che sono in lavorazione nelle diverse business unit del gruppo ». Un esempio su tutti: «Attraverso la produzione di uno stabilimento in Toscana a Radicofani in provincia di Siena, si estrae il tannino dal legno di castagno per destinarlo alla produzione del Saviotan».

I LAVORATORI

Dei 1.500 dipendenti del gruppo Saviola, sono 787 quelli impiegati nel Mantovano: 668 lavorano a Viadana per Saviola (pannello ecologico), Sadepan Chimica, Composad (mobile in kit), Saviolife e 119 a Sustinente nell’altro stabilimento per i pannelli ecologici, Life Science. Con stabilimenti anche a Mortara in provincia di Pavia, in America Latina e in Belgio, del gruppo fanno anche parte un’azienda di trasporti e il centro ricerca di Francoforte Trendcor.Il 94,7% del personale è inquadrato con contratti a tempo indeterminato. Le assunzioni sono aumentate del 3% nell’ultimo triennio e la maggior parte dei lavoratori ha contratti a tempo pieno. La fascia di età prevalente tra i collaboratori del gruppo ha tra i 30 e i 50 anni ed è in crescita l’occupazione femminile con un incremento nel triennio del 5,5%.

Dal gruppo aggiungono che «per la formazione, salute e sicurezza dei lavoratori nell’ultimo anno abbiamo investito circa 1,6 milioni di euro, cifra che è andata ad aumentare nel triennio dell’81%», che «in salute e sicurezza sono state effettuate in un anno 9.226 ore di formazione» e che «la condivisione dei risultati con i collaboratori del Gruppo è aumentata del 4,3% nell’ultimo triennio».Di recente è stato inoltre nominato un comitato Esg che sta per “Enviromental, social and governance” interno con il compito di individuare obiettivi sostenibili da un punto di vista ambientale, sociale e amministrativo che integrino piano industriale e piano finanziario e vengano declinati nei vari comparti dell’azienda secondo le priorità di investimento e le risorse disponibili.