«Zingaretti? L’errore è l’alleanza con M5S che qui ci fa la guerra»

MANTOVA. «Grazie a Zingaretti per quello che ha fatto, ma bisogna andare avanti». A dirlo è il segretario provinciale del Pd mantovano, Marco Marcheselli, che in una lunga lettera che riassumiamo, rende l’onore delle armi all’ormai ex segretario nazionale dei dem, ma invita il partito ad andare oltre, a ritornare ad essere il rappresentante di tutto quel mondo che oggi sta soffrendo; solo dopo si potrà pensare al rapporto con i Cinque Stelle, che è sempre stato difficile, a Mantova come in tutta la Lombardia. Marcheselli non si schierò alle primarie che nel 2019 elessero Zingaretti al vertice del Pd (nel Mantovano raccolse il 69,6% dei consensi).

«Fatico a comprendere l’opportunità delle dimissioni – scrive – soprattutto in questo tempo (impossibile immaginare nuove primarie)». Per il segretario «il punto più critico della gestione Zingaretti» è stato il rapporto coi 5 Stelle, cioè «cosa fare dopo l’estate 2019» quando nacque il governo giallo-rosso. «Un anno e mezzo dopo, l’alleanza col Movimento si basa su Giuseppe Conte e poco altro. Un Giuseppe Conte che da futuro leader dei 5 Stelle rischia di portare via elettori al Pd. A livello locale il rapporto (positivo) con i 5 Stelle semplicemente non esiste o è minimo».

E aggiunge: «Pensare di avere un governo in cui il premier indicato dai 5 Stelle è stato definito dall’ormai ex segretario nazionale “un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste” e poi trovarsi a livello locale i 5 Stelle che ti fanno la guerra, non aiuta ad avere una linea politica chiara». Tuttavia, Marcheselli resta convinto con l’ M5S «si debba trovare un dialogo: un dialogo vero però, a tutti i livelli, dove ci si rispetti», e che non si debba neppure seguire la Lega e la destra. Se il Pd vuole essere un partito vero, deve «essere di parte. Prima di tutto il resto, dobbiamo essere dalla parte dei giovani (il Pd oggi è un partito almeno per over 50) e di tutte quelle categorie che urlano le loro difficoltà e le loro sofferenze e che da troppo tempo non ricevono risposta. Poi, se ci sarà tempo, penseremo anche a Conte, ai 5 Stelle. Ma dobbiamo farlo subito – ammonisce – prima che sia troppo tardi». —
 

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