Investimenti commerciali più facili: il Comune di Mantova modifica il piano del territorio

Avviata la procedura di variante. Primo step, uno studio sul commercio in città per capire tutte le necessità del settore



MANTOVA. Una variante al Piano di governo del territorio per facilitare chi investe, crea sviluppo e lavoro. È quella che il Comune punta ad approvare, dopo un lungo iter appena iniziato, per modificare la parte di Pgt relativo agli insediamenti commerciali e delle attività economiche di servizio al cittadini. L’obiettivo è quello di superare l’attuale normativa urbanistica che limita l’insediamento di nuovi esercizi commerciali eccedenti il vicinato e dare nuovi strumenti, anche più agili, a chi intende investire in centro magari anche recuperando edifici dismessi. Il tutto seguendo poche regole, chiare e semplici.


Per fare un esempio, oggi succede che in città ci sono immobili che non hanno una destinazione commerciale ma superano i 250 metri quadrati di superficie di vendita: i proprietari sono costretti a tenere chiusi quegli spazi, e devono così rinunciare a darli in affitto o a venderli alle grosse catene distributive che hanno bisogno di grandi metrature. Così, per dare la possibilità a tutti di sfruttare appieno i loro immobili si punta alla variante per cambiare le regole e superare, così, quelle rigidità che sono disincentivanti per la rigenerazione urbana della città e per il commercio.

Il fatto, però, che il Pgt attuale limiti in città gli insediamenti commerciali superiori ai 250 metri quadrati e consenta solo il loro trasferimento, si basa su una analisi del sistema commerciale riferita agli anni tra il 2008 e il 2011, successiva ad una fase espansiva del settore. Inoltre, la crisi economica ha inciso significativamente sul commercio cittadino e la pandemia da Covid che va avanti da un anno ha cambiato la necessità di spazi per le stesse attività. Per questo prima va riconsiderato l’intero contesto.

«La prima cosa che faremo – dice l’assessore all’urbanistica Andrea Murari – sarà un approfondito studio della realtà locale del commercio e dei modelli più interessanti diffusi su altri territori. Sarà un lavoro strategico molto importante che ci impegnerà per tutto il 2021». E spiega: «L’idea di fondo della variante è quella di facilitare chi vuole mettersi in gioco investendo per creare sviluppo economico e nuova occupazione. In particolare, premiando chi vuole recuperare il patrimonio dismesso o degradato, con particolare attenzione al rilancio del distretto economico del centro e le realtà di quartiere».

Insomma, l’amministrazione comunale ritiene il commercio strategico per recuperare anche complessi immobiliari dismessi e rilanciare spazi del centro oggi penalizzati. Come fare ancora non è dato sapere: «Come arriveremo a centrare il nostro obiettivo – dice infatti l’assessore – dipenderà dallo studio sul sistema commerciale e dal confronto con le parti sociali».

Intanto, i portatori di interessi pubblici e privati, associazioni di categoria, comitati o semplici cittadini entro le ore 12 del 15 aprile potranno presentare le loro istanze in Comune e avviare la procedura di partecipazione alla stesura delle nuove regole.

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