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Mantova, in lista ma senza convocazione: 40 docenti non possono vaccinarsi

Disguidi nel primo giorno della campagna: Asst rimedia all’ultimo anticipando altri appuntamenti

MANTOVA. Sono iniziate ieri le vaccinazioni del personale scolastico, molto attese dai diretti interessati e il cui ritardo rispetto a quanto accadeva in altre regioni era stato fonte di polemiche.



La potenziale platea è formata da più di settemila persone, di cui 4.200 docenti a tempo indeterminato, un migliaio a contratto e duemila collaboratori. Quanti di questi abbiano accettato di farsi iniettare il vaccino non è dato sapere, così come viene tenuto riservato il numero di quanti nella prima giornata si siano sottoposti alla somministrazione.

In un comunicato l’Asst di Mantova ha fatto sapere che le vaccinazioni sono iniziate al mattino negli ambulatori dell’ospedale di Asola, mentre nel pomeriggio è subentrato anche il Carlo Poma di Mantova, con il punto vaccinale allestito nella palazzina 15, l’ex centro unico di prenotazione (il cup). In realtà, secondo alcune testimonianza, le vaccinazioni degli insegnanti anche a Mantova sarebbero iniziate al mattino. Ciò testimonia di un certo caos che sta accompagnando ancora le vaccinazioni. A confermarlo anche quanto è accaduto nel pomeriggio.



Si stava procedendo in base all’elenco che era stato predisposto in precedenza ma, all’ultimo momento, al Poma è stato necessario convocare d’urgenza altri insegnanti che, così, si sono visti anticipare l’iniezione. È successo, infatti, che quaranta docenti in lista non abbiano ricevuto la convocazione e che, quindi, non si siano presentati all’appuntamento.

Così, al momento della chiamata, medici e infermieri addetti alle vaccinazioni si sono trovati con un “vuoto” che hanno pensato di colmare convocando altri insegnanti messi in lista per i giorni successivi. Nel frattempo, il passaparola sul disguido verificatosi (pare per colpa del sistema di prenotazione regionale) ha fatto sì che arrivassero altri docenti speranzosi di anticipare la vaccinazione senza essere convocati. Si sono messi in fila, ma la loro attesa è stata vana.

«Per gli insegnanti – afferma Raffaello Stradoni, direttore generale di Asst Mantova – è stato utilizzato il vaccino AstraZeneca. Ora siamo in fase di rodaggio, ma contiamo di andare a regime tra il 15 e il 22 marzo quando puntiamo a fare 4.500 vaccinazioni settimanali». Considerando che il personale, docente e non, supera le 7mila unità, in due settimane, al massimo tre (visto che al Poma si vaccina sette giorni su sette) l’intera categoria dovrebbe essere immunizzata.

Prosegue anche la vaccinazione per le altre categorie come gli ultraottantenni, ieri in fila nel punto vaccinale loro riservato. Il Poma si è ormai orientato a utilizzare le dosi disponibili metà per le prime e metà per i richiami da somministrare a distanza di tre settimane. I dati, infatti, parlano chiaro. Domenica scorsa, all’ambulatorio del Poma, sono state somministrate 16 prime dosi agli over 80enni e 394 agli under 80enni, e nessuna seconda dose. Sabato idem: solo 81 prime dosi agli ultra80anni e 179 prime dosi e un solo richiamo agli under 80. «Questa settimana – spiega Stradoni – cominceremo con le seconde dosi del vaccino Pfeizer. Anche in questo caso saremo a regime nella settimana tra il 15 e il 22 marzo, quando puntiamo ad utilizzare tutte le 4.500 dosi della fornitura settimanale per prime dosi e richiami».

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