Vaccino in azienda, gli imprenditori mantovani sono pronti

Accolto con favore il protocollo: «Ma devono chiarirci le modalità tecnico operative per rispettare la normativa»

MANTOVA. Gli imprenditori mantovani hanno accolto con grande entusiasmo la sottoscrizione del protocollo tra Regione Lombardia, Confindustria e Anma (Associazione nazionale medici di azienda e competenti) per le vaccinazioni in azienda, tanto che già nella giornata di ieri in molti hanno chiamato per chiedere maggiori delucidazioni e Confindustria Mantova ha già inviato una nota esplicativa.

In molti si dicono pronti a partire subito, anche sostenendo i costi e aprendo le porte delle aziende, e vogliono conoscere i protocolli sanitari da applicare.


William Gambetti di Duelegs: «Da parecchi giorni siamo in contatto con i vertici di Confindustria, e quindi abbiamo potuto seguire in diretta il dipanarsi degli eventi, che hanno portato alla firma del protocollo con Regione Lombardia. Per quel che riguarda la mia azienda abbiamo già spazi idonei, quindi nel momento in cui mi diranno che possiamo vaccinare, noi partiremo».

Anche Gianluca Tirelli, che rappresenta le due aziende Owenscorp e Olmar and Mirta, in tutto più di cento dipendenti solo nel Mantovano, ha accolto subito l’opportunità del protocollo: «Siamo molto contenti e aderiremo con convinzione a questa iniziativa. In un’ottica di sicurezza dei dipendenti avevamo già sostenuto i costi di uno screening totale del personale. Ora, come comunicatoci da Confindustria Mantova, attendiamo maggiori specifiche, ma rimaniamo dell’idea che solo una vaccinazione di massa potrà liberarci da questa pandemia e quindi faremo tutto ciò che è in nostro potere per aiutare il territorio».

«Opto Engineering si dichiara disponibile a valutare l’implementazione della campagna vaccinale all’interno della sede di Mantova – spiega il titolare, Claudio Sedazzari – siamo in attesa di ricevere istruzioni sugli aspetti tecnico-operativi per l’attuazione del protocollo vaccinale. Solo allora saremo in grado di effettuare una valutazione delle tempistiche e dei costi da sostenere per rispettare la normativa in termini di sicurezza. Dall’inizio della pandemia Opto Engineering ha attivato subito tutte le precauzioni per il contenimento della diffusione del virus all’interno dell’azienda: dallo smart working esteso a tutte le funzioni compatibili con il lavoro da remoto, fino all’attivazione di un supporto psicologico gratuito per ogni dipendente oltre all’attivazione di un servizio di personal assistant per aiutare i dipendenti nella conciliazione vita-lavoro. Siamo in prima linea in questa battaglia e vogliamo vincerla».

«Nell’ottica di un supporto al sistema Paese, c’è la massima disponibilità a collaborare – commente Nicoletta Azzi, Ceo di Panguaneta – gli spazi ci sono e potremmo vaccinare fino a 200 dipendenti, se tutti aderissero. Stiamo aspettando di conoscere i precisi protocolli tecnici e sanitari a cui attenerci e che stabiliscano competenze e responsabilità per poter valutare l’effettiva fattibilità. Ad esempio, vorremmo capire chi dovrà valutare l’idoneità del lavoratore alla vaccinazione e che tipo di équipe dovremo organizzare: il medico o anche infermieri e servizio ambulanza? Inoltre dovremo sapere specifiche le caratteristiche dei locali. Insomma vogliamo conoscere e rispettare un protocollo chiaro e certo per poter procedere in totale sicurezza». 


 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi