Caccia a fondi regionali per salvare l’ex cinema

Il progetto per il nuovo polo culturale candidato a un bando. Il Comune punta a mezzo milione per evitare un mutuo

CASTEL GOFFREDO. L’amministrazione comunale torna alla caccia di fondi per recuperare l’ex cinema Smeraldo. L’edificio di piazza Matteotti, risalente al periodo fascista, attende da anni un intervento di riqualificazione. Un progetto avviato dalla precedente amministrazione Posenato, e ripreso, con alcune modifiche, dalla giunta Prignaca, prevede la sua trasformazione in polo culturale con annessa biblioteca. Per l’intervento servono fondi, però, ed è per questo che il Comune ha deciso di non perdere l’occasione di ottenere fino a mezzo milione di contributi a fondo perduto che la Regione potrebbe stanziare nell’ambito del bando “Interventi finalizzati all’avvio di processi di rigenerazione urbana”. Un bando nato con un duplice intento: da un lato promuovere gli interventi di messa in sicurezza e recupero degli edifici, dall’altro aiutare l’economia provata dalla pandemia.

Nella delibera di giunta che contiene l’ok alla candidatura del progetto Smeraldo, si legge anche la storia di questo edificio, progettato dall’ingegnere Demetrio Palvarini e realizzato sul finire degli anni Trenta del Novecento. Nacque nel 1938, «come spazio polifunzionale a uso del Regime» (accanto c’era la Casa del Fascio) e nei primi anni fu usato come teatro. Nel Dopoguerra divenne poi cinema e tale restò fino ai primi anni del Duemila, quando cadde in totale degrado. «Le infiltrazioni hanno causato una visibile deformazione del tetto, ovviata con una messa in sicurezza nel 2016» si legge. L’edificio comprende anche spazi adiacenti che al pian terreno ospitano la biblioteca e al piano superiore l’associazione El Castel.



Il progetto di recupero, inserito nel piano triennale delle opere pubbliche, secondo l’amministrazione «può avere un impatto positivo sulle strategie di rigenerazione urbana del centro storico, in quanto può contare sull’intensa frequentazione della biblioteca, capace di offrire iniziative culturali innovative, e che peraltro necessita di nuovi spazi e dell’implementazione delle attuali tecnologie». Poi ci sono anche le attività dell’associazione El Castel. Particolare attenzione è prestata alla zona di via Piave, alle spalle dell’ex cinema: edifici anni Sessanta caduti in disuso, una zona in degrado dagli anni Ottanta «con progressivo spopolamento» e chiusura dei negozi. Il nuovo edificio aprirà finestre e porte su queste vie, dando nuova linfa vitale all’area.

L’obiettivo del Comune è di ottenere mezzo milione di contributi regionali, evitando di accendere un mutuo con le banche, già comunque preventivato. —



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