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Mantova, Palazzo del Podestà: «Via la gabbia di metallo entro la fine dell’estate»

Iniziati i lavori per togliere le impalcature da via Giustiziati. L’assessore Martinelli: «In corso gli ultimi interventi sull’arengario»

MANTOVA. I lavori per togliere di mezzo l’armatura fatta di assi e tubi che copre la facciata su via Giustiziati di palazzo Podestà sono iniziati ieri. Sarà un intervento veloce. Già da venerdì gli ultimi resti delle impalcature su quel lato dello storico edificio, allestite nel 2012 dopo il terremoto, saranno levati di mezzo. Non è la liberazione completa del palazzo, che dovrebbe avvenire nel corso dell’estate, ma è un nuovo passo verso la conclusione del primo lotto della messa in sicurezza e del recupero del Podestà. Il grosso dei lavori si sta svolgendo all’interno dell’edificio. Ma a che punto siamo nell’impresa di restituire alla città un pezzo importante della sua storia?



A che punto siamo?

«In questa fase i lavori sono concentrati sull’arengario e sulla masseria – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Nicola Martinelli – Hanno iniziato dall’ultimo piano dell’edificio e ormai sono al piano terra. Lo dico con prudenza, ma il primo lotto dei lavori strutturali all’interno del complesso, da piazza Erbe all’arengario, è ormai quasi finito. Nel corso dell’estate prevediamo di concludere il tutto e liberare finalmente il palazzo da tutta l’armatura. Non posso essere più preciso perché lavorare su un complesso così antico significa andare incontro spesso a imprevisti. Ma ormai siamo al termine di questa prima fase».

I prossimi passi

L’eliminazione delle impalcature su via Giustiziati non comporta la liberazione del passaggio sotto l’arengario. «Questo avverrà quando verranno tolte le impalcature da piazza Broletto – spiega l’assessore Martinelli – e sarà l’ultimo passaggio, nel corso dell’estate. In quel contesto verrà tolta anche la gru, utile fino al termine dei lavori. Prima dell’estate, invece, verrà smantellata l’intelaiatura che si trova su piazza delle Erbe».

Nel cuore dell’estate, dunque, il primo lotto della complessa operazione di restauro e recupero del duecentesco palazzo, un investimento di circa 23 milioni di euro, sarà terminato. Cosa significa? Significa che non solo è stata messa in sicurezza l’intera struttura dell’antico stabile (intervento reso necessario dall’età e dagli ulteriori danneggiamenti provocati dalle scosse avvenute nel corso del 2012), ma è stato restaurato un intero percorso da piazza Erbe (nel collegamento con palazzo della Ragione) e arengario. Un intervento, come suol dirsi, funzionale, perché quando verrà tolto il cantiere, quel percorso sarà fruibile. A quel punto il Comune potrà decidere, compatibilmente con l’andamento della pandemia, se e come rendere possibile l’eventuale apertura al pubblico della struttura. Si parla di visite, perché per poter ipotizzare un utilizzo più complesso (uffici, musei o quant’altro) occorrerà portare a termine il secondo lotto. E al momento sarebbe molto arrischiato fare previsioni sulla tempistica.

La storia

Il Podestà è un edificio duecentesco che nel corso dei secoli è stato oggetto di vari rifacimenti. Stiamo parlando di 7mila metri quadrati di superficie suddivisi in 227 stanze. Il primo progetto di recupero risale al 2003 (giunta Burchiellaro), ma viene revocato dalla successiva giunta Brioni che lancia una nuova gara nel 2010. È la giunta Sodano ad aggiudicare l’appalto nel 2012, ma il terremoto rende necessario rivedere il progetto. Lo fa la giunta Palazzi e i lavori iniziano nell’agosto 2017.

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