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Mantova, il ministro Giorgetti al presidio in pressing: «Al lavoro io sul dossier Corneliani»

Era attesa entro oggi la riconvocazione del tavolo a Roma. Intanto il ministero è al lavoro su una task force per le crisi

MANTOVA. Oggi 17 marzo sono giusto 15 giorni. Due mercoledì fa l’onda rossa era sotto le finestre del Mise a Roma. Due mercoledì fa era tornata a casa con nelle orecchie quell’impegno uscito dal tavolo di crisi guidato dal ministro Giancarlo Giorgetti: tutto quello che serve per salvare la Corneliani. E con in tasca l’appuntamento per un vertice-bis di lì a breve: «Le parti verranno nuovamente convocate al ministero al termine delle verifiche annunciate, tra circa due settimane» era stato detto.

E «quelle due settimane scadono domani, ma stiamo ancora aspettando»: hanno a più riprese ricordato ieri le lavoratrici e i lavoratori al presidio dove oggi è attesa la visita di una delegazione della Lista Gialla. La risposta del ministero alle loro preoccupazioni arriva in serata alla Gazzetta: «Il dossier è all’attenzione personale del ministro – ci fanno sapere da Roma – che ci sta lavorando e a breve avremo notizie più dettagliate». Dalle verifiche tecniche in corso a Roma d’altronde dipende il futuro di 400 persone solo a Mantova, 2mila nel mondo con l’indotto: ormai manca meno di un mese alla scadenza per il deposito in tribunale del piano di concordato e l’incontro al ministero del 3 marzo era stato convocato proprio per trovare gli strumenti normativi e finanziari per garantire un futuro alla Corneliani ed evitarne la liquidazione salvaguardando know how e lavoratori.

«Bisogna sciogliere il nodo in tempi stretti, dei 10 milioni che Invitalia potrebbe dare all’azienda in mancanza di investimenti privati» aveva dichiarato alla Gazzetta quel giorno il ministro annunciando l’avvio di una serie di verifiche tecniche per valutare «se è possibile non solo il cambio del quadro normativo ma anche lavorare sull’interpretazione e del framework comunitario sugli aiuti di Stato, per sbloccare quegli strumenti che servono ora per superare l’emergenza e permettere a questo marchio storico di superare questa fase critica». Intanto è in arrivo un decreto ministeriale che istituisce una superdipartimento per le crisi d’impresa. Una task force a cavallo tra ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro con «il compito di supportare gli organi di vertice politico-amministrativo nell'individuazione e nella gestione delle crisi d'impresa» fornendo «le necessarie analisi e gli approfondimenti, provvedendo anche al confronto con le parti sociali e le istituzioni interessate». Insomma una nuova impostazione per i circa 100 tavoli di crisi aperti, voluta dallo stesso Giorgetti che continuerebbe a seguire in prima persona alcune vertenze importanti, tra cui Corneliani.

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