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Il borgo monastico ritornerà verde

Piano di rigenerazione del centro storico da mezzo milione. Dalle erbe officinali agli alberi grazie a un bando regionale

SAN BENEDETTO PO. Un concatenarsi di piccoli orti con alberi da frutto e spazi di sosta. E nella piazza filari di alberi per dare ombra. È questa l’immagine futura del borgo monastico, il cuore della città di San Benedetto Po che con i suoi chiostri, le vie e le piazze è stato candidato al bando regionale per la valorizzazione dei borghi storici. Un progetto notevole, del costo di mezzo milione, dei quali 400 regionali 70 statali e 30 dalle casse comunali. E che punta a coniugare gli antichi valori della tradizione storica monastica a quelli moderni della “rigenerazione urbana”. Nella consapevolezza che la qualità ecologica delle città porta con sé un miglioramento sociale ed economico, in un tutt’uno che al centro il “verde”.



“Green connection”, connessione verde, è infatti il progetto ideato e curato dall’ingegner Flordino Lanfredi, responsabile del settore tecnico comunale. Alla base dell’idea sta la constatazione che gli spazi del monastero, delle piazze e dei chiostri, negli anni è stata riqualificata ponendo attenzione al contesto monumentale. Mettendo in secondo piano l’aspetto della vivibilità e della sostenibilità ambientale. E se l’emergenza Covid ha messo in risalto quanto sia importante al qualità dell’ambiente urbano, ai progettisti è bastato rifarsi ai monaci benedettini che secoli addietro, costruendo gli edifici, posero particolare cura agli ambienti verdi, con orti, piante e giardini a punteggiare l’antico monastero.

Proprio con l’intenzione di recuperare quell’antica sapienza urbanistica, il progetto prevede come primo intervento quello ai chiostri reintroducendo le antiche piante officinali, che in passato erano trasformate in medicamenti destinate all’infermeria e all’ospedale monastico. Per agevolare la fruizione, gli attuali camminamenti in ghiaietto saranno sostituiti da “calcestre”, terreno consolidato e legato mentre il lato mancante di uno dei tre chiostri rimasti, quello di San Benedetto, sarà rievocato con archi in ferro e piante rampicanti.

Il secondo intervento ridisegnerà il parcheggio delle biblioteca, introducendovi orti e piante da frutto. Per l’adiacente via Dugoni i marciapiedi attuali saranno sostituiti da lastre di porfido con aiuole verdi.



Cambieranno volto anche le piazze Folengo e Matilde di Canossa, oggi poco frequentate soprattutto d’estate per la mancanza di zone ombreggiate. Saranno introdotti tre filai con alberi di diverse grandezze con l’intenzione di riportare alla piazza la funzione sociale parzialmente perduta negli ultimi anni. Lo slargo restrostante, piazza Matteotti, intervento decontestualizzato negli anni ’90 rispetto al contesto storico del borgo monastico, tornerà ad essere l’accesso all’area benedettina grazie al nuovo lastricato in pietra calcarea che evidenzierà l’antica strada carraia che arrivava al monastero.

La speranza è che San Benedetto Po, con le su opere d’arte di Giulio Romano, Paolo Veronese, del Correggio dopo essere stata inserita nel 2012 fra i Borghi più belli d’Italia e poi fra i “Gioielli d’Italia” con la ripartenza dopo la pandemia ritorni ad essere luogo sociale e di attrazione turistica.


 

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