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Commissione antimafia a Viadana: braccio di ferro sul presidente

Perteghella: «Spetta all’opposizione». La maggioranza: «Non da regolamento». Tensione anche sulla Rsa Grassi: chiesto il contenimento delle rette

RICCARDO NEGRI
2 minuti di lettura

VIADANA. Non sono mancate le polemiche, venerdì sera in consiglio comunale. Commissione consiliare antimafia e casa di riposo le questioni che più hanno fatto discutere. Della Commissione – come ha annunciato il presidente dell’assemblea cittadina Pietrangelo Gozzi – faranno parte i consiglieri Luigina Caterisano, Donatella Panizzi e Gabriele Morozzo in rappresentanza della maggioranza, Alessia Minotti, Cristina Torricelli, Silvio Perteghella, Fabrizia Zaffanella e colui che subentrerà a Nicola Federici (dimissionario) per l’opposizione. Il dibattito si è aperto sulla figura del presidente. «Avevamo proposto – ha detto Perteghella – che la commissione fosse una vera consulta, aperta anche alle associazioni antimafia e al mondo del lavoro, ma la maggioranza ha detto no. Chiediamo allora che almeno la presidenza vada alle opposizioni. Per due motivi: perché questa commissione avrà un ruolo di garanzia, dovendo impegnarsi perché certi fenomeni rimangano estranei al palazzo municipale; e perché, essendo le votazioni ponderate sulla base della rappresentatività consigliare, senza nemmeno la presidenza il ruolo delle opposizioni diventerebbe ininfluente». Le minoranze hanno espresso il timore che la maggioranza non sia in verità del parere. Ma se Morozzo e Caterisano hanno assicurato che non ci sono decisioni già prese, e che saranno i commissari a decidere, la Panizzi ha fatto delle puntualizzazioni: «Il regolamento comunale affida alle opposizioni esclusivamente la presidenza delle funzioni di controllo e garanzia. E non è certo questo il ruolo di tale organismo: il controllo del territorio non può essere affidato a una commissione di garanzia».

È stata discussa poi una mozione sulla Rsa Grassi. Come noto, il Comune assegnerà alla struttura un contributo (si parla di 80mila euro) per aiutarla a contenere le rette: «Sono soldi di tutti i cittadini – hanno ribadito però le opposizioni - per cui dobbiamo essere certi che le rette siano abbassate, che la situazione di bilancio venga sanata e che il servizio torni soddisfacente per gli utenti». Le minoranze chiedevano pertanto una serie di impegni: «Un confronto annuale tra cda Grassi e consiglio comunale. Modifiche allo statuto della Rsa, per dare al Comune il potere di rimuovere gli amministratori di sua nomina qualora venga meno il legame fiduciario, e per ampliare il cda coinvolgendo anche le rappresentanze di famiglie e associazioni».

La mozione è stata bocciata. È stata la Panizzi a motivare il voto contrario: «Quello che daremo – ha detto l’esponente Lega – è un contributo straordinario, che nulla vuole in cambio. La Grassi è persona giuridica di diritto privato. Lo statuto in vigore era stato approvato a suo tempo dal centrosinistra. L’attuale cda è in carica da solo un anno e mezzo. La verità è che, usciti dalla porta, volete rientrare dalla finestra». Gli animi si sono accesi, al punto che Gozzi ha dovuto scampanellare per richiamare i consiglieri. La seduta si è chiusa a mezzanotte passata, con tre punti su dodici dell’ordine del giorno ancora da esaminare.
 

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