Il caso dei test donati mette in fibrillazione la politica a Porto

Al Comune gratis 4mila “rapidi”, ma 3mila li dà a Curtatone. M5S: mozione di censura al sindaco, FdI: «Irresponsabili» 

MANTOVA. Rischia di deflagrare politicamente il caso dei test rapidi donati dal centro Polispecialistico Armonia al Comune di Porto. I 4mila sierologici, dal valore di 40mila euro e con scadenza 31 marzo sono stati ricevuti a inizio di questo mese ed accettati con l’annuncio di distribuzione alle associazioni del territorio. Sabato, la giunta ha però deliberato di cedere, sempre gratuitamente, 3mila di questi test (valore 30mila euro) al Comune di Curtatone, che ne aveva fatto richiesta. Ufficialmente la motivazione è che su 18 associazioni di volontariato contattate, solo 3 hanno risposto positivamente. Il 18 marzo sono stati quindi consegnati 300 test sierologici e lo stesso giorno il vicino Comune di Curtatone ha fatto richiesta dei rimanenti.

Il caso si è presto trasformato in politico. Il Movimento 5Stelle con Renata Facchini ha presentato una mozione di censura nei confronti di sindaco e giunta. «La situazione epidemiologica del nostro comune conta oggi oltre 1.150 contagiati su 16.500 abitanti. Nonostante questo il nostro Comune nel caso dei test ha mostrato inerzia». «Comportamento assurdo e irrispettoso dei cittadini - aggiunge Salvatore Scalia, Fd’I -. Intanto non tutte le associazioni sono state contattate. Poi se Curtatone riesce a utilizzare da oggi i test entro fine mese, perché non ci è riuscito Porto?». I test gratuiti ci saranno, ad esempio mercoledì 24 marzo, dalle 14 in poi, alla palestra della Polisportiva Eremo.


Italia Viva di Porto Mantovano che con Valentina Tomirotti fa parte della maggioranza (gruppo misto) prende le distanze. «Eravamo a conoscenza della donazione e del contatto con le associazioni, ma non siamo stati informati preventivamente della decisione di cedere al sindaco di Curtatone Bottani, una quota dei test. Non è stato oggetto di discussione in maggioranza e non è stato chiesto un nostro contributo per far procedere al meglio la donazione, eppure c'era tutta la tempistica per farlo. Non condividiamo - prosegue Italia Viva - il metodo utilizzato e il merito, in un momento difficile per la nostra comunità dove c'è paura e sconcerto, l'Amministrazione comunale ha il dovere di essere trasparente e moltiplicare le iniziative nei confronti dei cittadini. Bambini, scuole, centri anziani, ne poteva uscire qualcosa di buono, coinvolgendo ad esempio i medici di base in pensione. Assurdo il tentativo di colpevolizzare Armonia o le associazioni di Porto delle mancate iniziative per organizzare la distribuzione o la realizzazione dei test».

«Consapevoli che questi test non sono lo strumento più efficace nella lotta e nella prevenzione al Covid 19, potevano portare un bel numero di cittadini a verificare gratuitamente il proprio stato di salute. In alternativa - conclude Italia Viva - si poteva ad esempio coinvolgere Asep o i sindaci limitrofi per condividere la distribuzione. I tempi per individuare canali di distribuzione c'erano, peccato si è preferito abbandonare il campo e farlo in silenzio».


 

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