Siccità, vento e gelate notturne: «Le coltivazioni sono a rischio»

L’allarme di Coldiretti: «Con la secca invernale del Po, riserve idriche critiche». E con il gelo morta una pianta di meloni su dieci e la metà di pesche e albicocche

MANTOVA. «Dove non sono state le temperature a creare problemi nei campi, ci sta pensando la siccità. L’assenza di precipitazioni, unita al vento, rallenta lo sviluppo delle piante, in particolare dei nuovi medicai nell’area del Parmigiano Reggiano (che potrebbero costringere gli agricoltori a una ulteriore semina) e di colture specializzate come il pisello da industria nell’Asolano».

Nella Giornata mondiale dell’Acqua, Coldiretti Mantova lancia l’allarme siccità. «Il fiume Po è in secca con lo stesso livello idrometrico della scorsa estate, ad inizio agosto – spiega una nota – proprio all’inizio della primavera, quando le coltivazioni hanno più bisogno di acqua per crescere. È la conferma dei cambiamenti climatici in atto. Al Ponte della Becca, nel Pavese, il livello idrometrico del fiume Po è di -2,6 metri, praticamente lo stesso dello scorso agosto, con una situazione di magra che si registra in tutti i principali fiumi del bacino. La sofferenza idrica al nord – continua la preoccupata nota di Coldiretti – mette a rischio le operazioni di semina di coltivazioni come il mais e la soia necessarie per alimentare gli animali in stalla, ma anche le piantine di barbabietola che sono già in campo».


Ovvio che la mancanza di acqua a fine inverno preoccupi l’agricoltura, visto che le riserve idriche sono necessarie nei prossimi mesi, quando le colture avranno bisogno di acqua per crescere. In Italia mancano 5 miliardi di metri cubi di acqua rispetto a cinquant’anni fa, rileva l'Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue.

Il colpo di coda dell’inverno, con temperature notturne per alcuni giorni precipitate sotto lo zero colpisce anche le campagne mantovane. A farne le spese, con una geografia a macchia di leopardo, i frutteti (pesco e albicocco su tutti, con un frutto su due compromessi), ma anche meloni e fragole.

Oscar Zerbinati, importante produttore di meloni del Sermidese, parla di «una pianta su dieci morta per il gelo» con danni che avranno ripercussioni sulle vendite estive. «Abbiamo avuto tre notti con temperature sotto lo zero, con valori fino a -3 gradi – spiega Amalia Ganda, che coltiva cinque ettari di frutteto a Rivarolo Mantovano – albicocchi e peschi sono stati i più danneggiati dalle gelate, con perdite di oltre la metà per le albicocche e oltre il 40 per cento per le pesche. È il secondo anno consecutivo che siamo sferzati da gelate durante la fase di fioritura».

A Quatrelle di Felonica, la scorsa notte le temperature sono precipitate a -6 sotto serra. «Le fragole sono in fioritura, temo che nelle prossime settimane avremo frutti deformati e quindi non adatti alla vendita – spiega Andrea Costa, agricoltore e delegato di Coldiretti per le zone di Sermide e Felonica – anche la coltivazione del melone ha subito danni per almeno il 50 per cento della produzione». —


 

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