Mantova, l'ospedale Carlo Poma scarica anche Radiologia ai privati

L’Asst punta a ridurre le liste d’attesa: a breve il bando per esternalizzare i servizi della Diagnostica per immagini

MANTOVA. L’Asst cerca partner privati per alleggerire le liste d’attesa della radiologia e subito si scatena la polemica politica. «È l’ennesima esternalizzazione di servizi fatta dal direttore generale Stradoni» tuona la consigliera regionale del Pd, Antonella Forattini. Nel mirino c’è un avviso di manifestazione d’interesse, con scadenza lo scorso 18 marzo. Entro quella data le strutture private accreditate dovevano far pervenire all’Asst la loro disponibilità, con le loro strutture, a ridurre le liste d’attesa. L’azienda sanitaria si è riservata di invitare alla successiva gara, se si farà, cinque operatori, scelti mediante sorteggio. Saranno loro, eventualmente, a presentare un’offerta.

Che cosa sta cercando Stradoni? Nel bando si dice che l’Asst punta ad alleggerire le lista d’attesa di radiologia, allungate a causa del blocco dell’attività ambulatoriale imposta dalla pandemia. In particolare si cerca un partner, per un anno, in grado di fornire in esterno la tomografia computerizzata al cuore, la risonanza magnetica sia cardiaca che muscoloscheletrica e una serie di prestazioni ambulatoriali in grado di smaltire l’arretrato in ambito radiologico. Al prescelto l’Asst riconoscerà un compenso di 200mila euro. L’Asst richiede agli operatori particolari requisiti tecnici (disponibilità delle apparecchiature necessarie) e organizzativi (tra cui l’assistenza anestesiologica, e personale amministrativo per garantire l’accettazione dei pazienti, l’incasso del ticket dove previsto e il rilascio dei referti). La sede, inoltre, dovrà essere collocata in un raggio di dieci chilometri dall’ospedale Poma ed essere facilmente accessibile al pubblico.


Tutto questo però, anziché tranquillizzare l’opposizione, scatena la sua dura reazione. «Siamo di fronte all’ennesima esternalizzazione messa in atto da questa azienda ospedaliera – accusa Forattini – pezzo dopo pezzo stanno smantellando l’ospedale maggiore del capoluogo. Dopo aver attivato la rete Stemi (infarto del miocardio) all'ospedale privato accreditato di Castiglione delle Stiviere, viene spontaneo chiedersi a chi gioverà questa esternalizzazione. Di certo non alla sanità pubblica, non al nostro ospedale, che anche durante i mesi di calma non ha mai ripreso in pieno l'attività».

Per la Forattini l'idea delle esternalizzazioni nasce «ben prima dell'emergenza Covid. Siamo di fronte – precisa – a una vera e propria incapacità gestionale, che spero il direttore generale Stradoni sia in grado di smentire. Purtroppo, però, se guardiamo allo spostamento della cardiochirurgia al privato accreditato di Brescia che dura da più di un anno, così come la chirurgia vascolare spostata a Brescia da novembre a febbraio, l’ortopedia, la chirurgia generale e la senologia spostate sul privato accreditato da metà novembre, ciò che appare è molto diverso».

«In questo disegno» Forattini si chiede come vengano utilizzati gli ospedali pubblici periferici e quanti esami siano stati fatti per «poter dire che non si è in grado di smaltire le liste d’attesa?». E a Stradoni chiede come venga utilizzato il personale a Mantova e nei presidi di Pieve e Asola. «Ci attendiamo risposte certe – reclama l’esponente dem – che non possono celarsi dietro l'emergenza Covid». E paventa il timore che il Poma non sia più il punto di riferimento per i cittadini e che «anche i professionisti non saranno interessati a venire in una struttura svuotata delle alte specialità».
 

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