Corneliani, le reazioni a Mantova: l’onda rossa riscopre la gioia, «sarà lunga, ma oggi si respira»

Ore di attesa, martedì, le prime indiscrezioni che filtrano dai telefoni, poi video assemblea. «Abbiamo già avuto docce fredde: prudenza, però si apre la strada per il futuro»  

MANTOVA. I loro occhi. Ascoltarne le grida di gioia al telefono, riuscire a immaginare le loro lacrime tradite dalla voce e desiderare solo di poterli guardare negli occhi. Alla cronista che ha scelto di seguire il responso del tavolo Corneliani direttamente da Roma per poter raccontare, meglio che può, cosa sarà di queste 400 famiglie che ormai fanno un po’ parte della sua vita, oggi mancano loro. Mancano quei 400 volti a cui il nostro giornale ha dedicato il 6 marzo la sua sovracopertina perché nessuno si sentisse escluso da una battaglia che riguarda tutto il territorio e non solo. Dopo diciotto mesi di coraggio e speranza, di rabbia e amore, di illusioni e mazzate, che li hanno visti ogni volta cadere e rialzarsi, questo 23 marzo in mezzo alle lavoratrici e ai lavoratori ai cancelli è stato comunque un giorno diverso da tutti gli altri. Sono le 14.30 il tavolo a Roma sta per iniziare e uno dopo l’altro i partecipanti stanno varcando la soglia del palazzone che ospita il ministero mentre da Mantova rimbalzano messaggi di ansia e tensione. «Siamo in ansia e in attesa – ci raccontano le operaie a distanza – abbiamo tutti la stessa speranza: che ci dicano qualcosa di decisivo, qualunque cosa».

Corneliani, le reazioni a Mantova alle buone notizie da Roma: l’onda rossa riscopre la gioia



Le lavoratrici e i lavoratori si stanno radunando ai cancelli dove aspetteranno la fine del tavolo, e dove sono già state montate le casse per la videoassemblea che i segretari di Filctem Cgil, Michele Orezzi, Femca Cisl e Gianni Ardemagni, terranno con loro all’uscita dal ministero. E alle 16.30 eccoli. L’applauso arriva immediato alle parole “svolta” e “tesoretto di 17 milioni”. Arrivano le lacrime di gioia delle operaie ma anche la prudenza sollecitata dai sindacalisti perché il percorso è ancora lungo perché comunque ci saranno trattative sugli esuberi. «Dopo un anno e mezzo finalmente una buona notizia – dice sollevato Gianluca Faccioli delle rsu – siamo a un giorno di svolta dove la vertenza trova un percorso, il ritorno degli investimenti di Investcorp e lo sblocco dei soldi del Mise ci danno la possibilità di avere la continuità produttiva e questo era il primo obiettivo per noi. Abbiamo sempre chiesto agli azionisti di prendersi la responsabilità sociale per sbloccare i 10 milioni. Certo ci sarà da trattare per la ristrutturazione e il piano industriale ma già lo sapevamo e oggi la buona notizia è che c’è la continuità produttiva».

«Sono molto contenta – aggiunge Barbara Avanzini – aspettavamo questo momento da tanto tempo, voglio credere che siamo sulla strada giusta con una ristrutturazione che tuteli i lavoratori e dia un futuro a questa azienda». «In questo momento ci sentiamo entusiasti – conferma Ornella Palmisano – ma è successo anche altre volte e subito dopo abbiamo avuto la doccia fredda, aspettiamo di capire meglio. Ma oggi la sensazione è di gioia». Sanno bene che la strada è ancora lunga, che il salvataggio non è ancora conquistato e che ci sarà una trattativa per il piano industriale che già parla di 150 esuberi. Ma oggi è il loro giorno, oggi è un giorno in cui possono sperare per davvero nel domani. —


 

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