Svolta Corneliani: il fondo mette i soldi. Si sbloccano i 10 milioni del ministero

Investcorp crea una newco col Mise per ricomprare la casa di moda. Ventitré giorni per siglare l’accordo con i sindacati

ROMA. Sette milioni di euro messi da Investcorp per sbloccare i 10 del fondo salva-imprese e creare una Newco a partecipazione mista con il Mise per rilevare e rilanciare la Corneliani con un tesoretto di 17 milioni. Ore 15, via Veneto, Roma, sede del ministero dello sviluppo economico: ogni istante di questo 23 marzo rimarrà nella storia della Corneliani, perché questo è il giorno della svolta vera di una vertenza lunga 18 mesi. Si gioca lungo l’asse Londra-Roma-Mantova il percorso per il salvataggio della casa di moda mantovana formalizzato ieri mattina da un’offerta di Investcorp depositata in inglese al Mise. Percorso presentato al tavolo di crisi Corneliani presieduto dal ministro con i rappresentanti della proprietà (Investcorp e famiglia Corneliani), i sindacati di categoria provinciali e nazionali, il commissario giudiziale Luca Gasparini, il sindaco Mattia Palazzi, l’amministratore delegato Giorgio Brandazza, Regione Lombardia e Invitalia. Tavolo iniziato con un dono simbolico consegnato dal segretario generale della Filctem Cgil di Mantova Michele Orezzi nelle mani di Giancarlo Giorgetti: copia della Gazzetta di Mantova del 6 marzo, quella fasciata dai 400 volti delle lavoratrici e dei lavoratori di via Panizza.

L’offerta di investcorp


Ed ecco la proposta di Investcorp: acquisto di ramo azienda con un concordato in continuità indiretta da parte di una nuova compagnia a partecipazione mista Investcorp-Mise, in uno scenario che esclude la famiglia Corneliani. Con un investimento di 7 milioni di euro da parte del fondo londinese necessario in base al capo due del decreto salva-aziende per sbloccare i 10 milioni del ministero dello sviluppo economico. Il decreto però esclude che la nuova società possa avere in maggioranza lo Stato, che quindi procederà a entrare nel capitale sociale con 6,5 milioni mantenendo il 49% con il 51% che resterà a Investcorp. I restanti 3,5 milioni pubblici sono stati comunque confermati da Invitalia e saranno probabilmente erogati come finanziamento aggiuntivo. Il commissario Gasparini ha confermato che la struttura dell’operazione appare pienamente compatibile con una soluzione concordataria con continuità aziendale indiretta, e ha sottolineato che, a distanza di oltre nove mesi dal deposito del ricorso prenotativo, è la prima proposta che abbia una prospettiva di fattibilità. Ha poi raccomandato la sollecita finalizzazione di tutte le verifiche per il deposito della domanda di concordato entro il 15 aprile.

Il piano industriale

L’offerta del fondo prevede però anche un piano di ristrutturazione che è stato solo accennato al tavolo: oltre alla dismissione dello stabilimento in Slovacchia e del retail di proprietà, un piano di esuberi per 150 dipendenti in tutto il gruppo contestato dai sindacati e che sarà uno dei punti centrali delle prossime settimane. Ovvero la necessità di discutere in breve tempo del piano per il salvataggio e rilancio della Corneliani. Alla scadenza del 15 aprile mancano solo ventitré giorni durante i quali, come chiesto dai sindacati, il tavolo rimarrà aperto in modo permanente con la disponibilità del ministro di riconvocarlo entro la prossima settimana.

Il ministro: passo avanti decisivo

«Oggi abbiamo fatto un passo in avanti decisivo. Questa proposta operativa vuol dire – spiega Giorgetti – che si crede nella capacità della Corneliani di risollevarsi. Dopo questa riunione tutti al lavoro per ridare un futuro alle lavoratrici e ai lavoratori di Mantova».

I sindacati: prima il piano industriale

Grande soddisfazione da parte sindacale per aver finalmente sbloccato la vertenza. Michele Orezzi (Filctem Cgil): «Ringrazio, come già fatto al tavolo, il ministro Giorgetti e il suo staff per la concretezza e la disponibilità che hanno reso possibile questa giornata e riacceso le speranze di tutta Mantova. Siamo contenti che dopo un anno di mobilitazione a chiedere che la proprietà rimettesse mano al portafoglio, lo faccia ora nel momento più importante. Il tempo però sta scadendo, è fondamentale che sia il tavolo del Mise a condurre i prossimi passaggi che portino all’effettiva concretizzazione dell’accordo del 21 luglio e di conseguenza al salvataggio dell’azienda. Serve ripartire dal piano industriale perchè se è vero da una parte che questi 7 milioni di Investcorp sono fondamentali per il salvataggio dall’altra, la Corneliani sarà la prima azienda a grande partecipazione pubblica prendendo risorse da un fondo creato per la salvaguardia occupazionale e che evidentemente ci deve essere coerenza tra gli strumenti che si utilizzano e la Corneliani del futuro. Ora che si vede la luce in fondo al tunnel non si può però perdere altro tempo».

Gianni Ardemagni (Femca Cisl): «La strada è ancora in salita ma con questa svolta abbiamo raggiunto due obiettivi importanti ovvero evitare la deriva della liquidazione e che la fabbrica venga smembrata dal marchio». Giovanni Pelizzoni (Uiltec Uil): «Sicuramente c'è stato un passo avanti positivo per uscire da questo stallo, bisogna verificare il piano industriale della newco per capire la prospettiva nel tempo, serve trovare strumenti adeguati per contenere le ricadute negative e il tempo è strettissimo».

Palazzi: l’ occupazione è la priorità

Il sindaco Palazzi che non ha mai smesso di impegnarsi per trovare una soluzione: «Finalmente un’offerta concreta. C’è ancora tanto da fare in tre settimane scarse, ma ci sono 17 milioni per la Corneliani. Continuerò ad essere al fianco dei lavoratori e dei sindacati, adesso le priorità sono piano industriale e occupazione su Mantova. Salvare la Corneliani è un messaggio importante per Mantova, per il nord e per il tessile di qualità made in Italy. Possiamo farcela lavorando uniti».

L’ad Brandazza soddisfatto

Per l’ad Brandazza «è una strada solida per la continuità ed è quello per cui abbiamo sempre lottato. Questa operazione arriva da chi ci conosce e apprezza e ci da una chance per far leva su Invitalia per venire fuori da questa situazione. Ce l’abbiamo messa tutta, è la vittoria delle persone Corneliani che hanno dimostrato in tutti questi mesi una dignità, una flessibilità e capacità veramente uniche. L’azienda non è fatta di asset ma di capitale umano che merita tutto questo».

Ben Gacem: lavoriamo al rilancio

Hazem Ben-Gacem, co-amministratore delegato di Investcorp: «Siamo felici che Corneliani verrà supportata e che questo marchio storico sopravviva dopo la crisi. La nostra speranza è che questo nuovo investimento contribuisca alla svolta, a beneficio dei suoi talentuosi dipendenti e dei clienti. Desideriamo ringraziare il Ministero per aver creato questa straordinaria opportunità, che permetterà a Corneliani di concentrarsi sul suo sviluppo e di guardare nuovamente al futuro con speranza verso una strada di crescita».
 

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