La Regione acquista 46 treni. E dimentica la Milano-Mantova

Stanziamento da 351 milioni: serviranno per i turisti delle Olimpiadi del 2026 E Fiasconaro va alla carica: «A quando nuovi convogli per la nostra tratta?»

Venti Donizetti e ventisei Caravaggio. Non sono cocktail, ma treni acquistati da Regione Lombardia e attesi entro il 2025, in tempo per le Olimpiadi di Milano-Cortina dell’anno successivo. La delibera di giunta, che stanzia 351 milioni, e l’annuncio del presidente Attilio Fontana sono dei giorni scorsi. «L’obiettivo è efficientare il trasporto ferroviario sulle tratte interessate dal flusso di turisti che visiteranno la Lombardia in occasione dell’evento olimpico – le parole del governatore – quindi quelle che collegano Milano alla Valtellina e ai due principali aeroporti lombardi, ovvero Malpensa e Orio al Serio». Benissimo i turisti delle Olimpiadi, ma ai viaggiatori della Milano–Mantova chi ci pensa? A domandarselo è anche il consigliere-pendolare Andrea Fiasconaro (Movimento 5 Stelle).

«Dopo l’ultima delibera, considerando anche che, in riferimento al programma di acquisto per gli anni 2017-2032, al momento nessuno dei treni arrivati o in arrivo pare essere destinato alla tratta Mantova–Cremona–Milano, ho protocollato una richiesta di informazioni a Regione – riferisce Fiasconaro – per sapere se nel programma di consegne generale sia prevista o meno l’assegnazione di nuovi convogli sulla nostra direttrice, e quali siano le tempistiche di inserimento».


Il rinnovamento della flotta incrocia il raddoppio della linea e la riqualificazione delle infrastrutture, le due cose dovrebbero tenersi assieme: «Sarebbe auspicabile anche un investimento in termini di mezzi al servizio dei cittadini lombardi che viaggiano quotidianamente sulla tratta» annota Fiasconaro. Perché se è importante pensare ai turisti del 2026, lo è ancora di più «preoccuparsi anche delle necessità quotidiane di chi utilizza ogni giorno, più volte al giorno, il treno per raggiungere il luogo di lavoro, la scuola, l’università o per altre esigenze».

Il rinnovamento della flotta incrocia anche l’emergenza sanitaria che ha rovesciato certezze e abitudini, pure di trasporto. Vero, in questi mesi lo smart working, la didattica a distanza e un eccesso di prudenza hanno scoraggiato l’uso del treno, «ma la prospettiva è di tornare ad utilizzarlo, e sarà quindi necessario avere a disposizione più mezzi e più performanti».

Per Fiasconaro «poter contare su un maggior numero di treni sarà anche funzionale a evitare sovraffollamenti. Imperativo che dovremo osservare ancora per un po’ di tempo, vista la situazione pandemica in atto. E sappiamo bene quanto il trasporto pubblico rappresenti un tasto dolente in termini di assembramenti». Infine, l’augurio che «la linea Mantova-Milano non venga lasciata sempre come ultima ruota del carro, e siano previsti arrivi di nuovi treni».

I venti Donizetti e i ventisei Caravaggio attesi entro il 2025 si aggiungeranno ai cinque Rock, ai dieci Pop e agli altri dodici Caravaggio già acquistati dal 2017. In totale fanno ottantatré nuovi treni. Quelli destinati alla Mantova-Milano? Zero. —



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