Mantova, addio al commissario capo: «Un servitore delle istituzioni»

Folla di colleghi per l’ultimo saluto a Giuseppe Laganà, ufficiale della polizia locale. Il comandante Perantoni: aveva la divisa cucita addosso, da lassù ci proteggerà

MANTOVA. Il silenzio rispettoso della piazza rotto solo dal suono di una sirena. Fino all'applauso, che scatta spontaneo quando il carro funebre parte e sfila dinnanzi agli uomini in divisa sull'attenti. Tanti cittadini hanno voluto salutare per l'ultima volta Giuseppe Laganà, commissario capo della polizia locale di Mantova morto a sessantuno anni a causa del Covid. Di fronte al Duomo, schierati i mezzi e gli agenti delle polizie locali di città e provincia con i lampeggianti accesi. In piazza anche gli uomini e le donne di tutte le altre forze di polizia e della Protezione civile.



«Celebriamo questo rito come membri di un'unica famiglia – sono le parole pronunciate da don Stefano Peretti, cappellano delle forze di polizia – contro il male che lo aveva colpito alcuni anni fa aveva lottato come un guerriero. Sempre con ottimismo, convinto che Dio l'avrebbe aiutato. Era un uomo innamorato delle istituzioni, a cui ha reso onore. Ha reso più bella la nostra città con il suo lavoro e con il suo impegno nelle associazioni. Non si è servito del suo ruolo, ma ha sempre servito. Portiamo nel cuore la sua luminosa testimonianza di fede. Un giorno mi disse: io voglio bene a Gesù. Una frase apparentemente semplice, che, però, è simbolo dell'amore che salva e che rende belle le nostre vite».



Tra i passaggi più toccanti, la lettura della preghiera del vigile urbano. Letto anche un messaggio dell'Unione nazionale cavalieri d'Italia. Laganà risiedeva a San Giorgio. «I suoi saluti militari erano sempre accompagnati dal sorriso» ha ricordato il sindaco Beniamino Morselli. «Quando rientrò in servizio dopo aver combattuto contro una malattia aggressiva – le parole del comandante della polizia locale Paolo Perantoni – la divisa non gli andava più bene. Lui si fece cucire lo stemma della polizia locale sugli abiti civili e ordinò subito una nuova divisa su misura. Un segno di come sentisse quella divisa cucita addosso, come se fosse parte di lui. Spero che da lassù dia un occhio ai suoi uomini della polizia locale e li protegga».



La moglie e i figli del commissario capo sono stati costretti a seguire il rito da casa in streaming. Sulla bara un mazzo di fiori e una sciarpa dell'Inter. E a fianco il suo berretto. In duomo presenti tutte le istituzioni, a partire dal vice sindaco Giovanni Buvoli con la fascia tricolore, e tanti cittadini che avevano conosciuto Giuseppe Laganà e ne avevano apprezzato le doti umane e professionali. 


 

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