Addio a Edo Rossi. «Era contro tutte le diseguaglianze»

Il cordoglio della direzione nazionale del Prc in una lettera: «Un parlamentare infaticabile, ma non fu valorizzato»

MANTOVA. C’erano anche le note dell’Internazionale ad accompagnare nell’ultimo viaggio Edo Rossi, l’ex deputato di Rifondazione per una legislatura (dal 1996 al 2001) ed ex sindacalista della Cgil morto lunedì scorso a 69 anni dopo una lunga malattia.

Oggi (31 marzo) si sono svolti i funerali nella casa funeraria di Goito, paese dove l’ex parlamentare originario di Castellucchio abitava con la famiglia. Nello spiazzo antistante, attorno alla bara, si sono strette molte persone, nei limiti imposti dal Covid, compagni ed ex della sua lunga militanza politico-sindacale ed ex amministratori provinciali come il presidente Fontanili e l’assessore Grassi (una delegazione della giunta comunale di Goito aveva fatto vista alla camera ardente il giorno prima).

Mentre nell’aria si diffondevano le note dell’internazionale socialista in ricordo delle tante battaglie sostenute da Edo Rossi in difesa dei lavoratori e dei ceti più deboli. Cesare Azzetti, suo vecchio compagno nel sindacato, ha letto il testo che l’ex parlamentare di Rifondazione, Gianluigi Pegolo, ha inviato a nome della direzione nazionale del partito per ricordare la figura di Rossi. «È la franchezza, la volontà di andare al sodo – ha riconosciuto Pegolo – che ho sempre apprezzato di lui. Edo non si tirava mai indietro se credeva in qualcosa». E qui ha ricordato il suo strappo in Cgil, quando appoggiò la minoranza di Essere sindacato per combattere «la deviazione riformista e moderata che stava venendo avanti nella Cgil perché, secondo lui, i lavoratori avevano bisogno di più coraggio».

«Da parlamentare fu un lavoratore infaticabile, sempre pronto ad andare nelle fabbriche dove c’era bisogno di lui per una crisi. Fu promotore di leggi importanti contro la delocalizzazione delle fabbriche e i subappalti. Poi anche i più meritevoli non furono valorizzati e così non fu rieletto nel 2001. Lo ricordo anche quando si allontanò da Rifondazione, ma organizzò le feste di Liberazione, momenti unitari che tenevano in vita la tradizione dei comunisti».

Il cognato ha letto un commovente ricordo di Edo scritto dai figli Davide, Luca e Elisa. «A ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo il proprio bisogno»: la frase di Marx è quella che più ha rappresentato Rossi. «Parole che rigettano le diseguaglianze che ha vissuto sulla sua pelle. La sua missione era la giustizia sociale. E quando entrando in parlamento da operaio il commesso disse che non c’era quella categoria nell’elenco, fu ancora più determinato a portare avanti i suoi ideali».

Per Rossi ci fu anche un dopo politica, e questo fu il mare «che diventò presto la sua grande passione». Lo struggente saluto della moglie Rita Scapinelli, segretaria provinciale di Rifondazione e per 48 anni sua compagna, è stato affidato a una lettera letta dalla nuora: «Ho iniziato a far politica per starti vicino – ha scritto Rita – e ho imparato a pescare per seguirti anche sul gommone».


 

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