Commessi di Corneliani a Roma avvertiti all’ultimo: «Affitto sospeso, si chiude»

La boutique di via del Babuino chiude i battenti come Londra e Parigi. Dipendenti in cassa integrazione

ROMA. La telefonata è arrivata a Stefano lunedì sera mentre assisteva la moglie in sala travaglio. E grosso modo diceva così: «Domani non rientrate al lavoro, siete in cassa integrazione, abbiamo sospeso il contratto d’affitto, si chiude». Da martedì il Lazio tornava in zona arancione e dopo due settimane di saracinesche abbassate, a Roma i negozi di abbigliamento si preparavano a riaprire. Ma non qui, non al civico 70/A di via del Babuino, non nello sfarzoso store Corneliani.

Porte chiuse, vetrine spente e il racconto dei dipendenti lasciati in cassa dall’oggi al domani, confermano le indiscrezioni sulla decisione della casa di moda di chiudere le boutique full price di Parigi, Londra e Roma. Decisione legata a un taglio dei costi sugli affitti in vista della nascita della newco. «Ci hanno solo detto che hanno sospeso il contratto d’affitto e che hanno 60 giorni di tempo per passare dalla sospensione alla cessazione». Stefano Calderone con i colleghi Mattia Viggiano, Emmanuel Garcia Carreon, Viktorya Angelora e Hanna Borovska incontrano il segretario generale della Filctem Cgil Michele Orezzi davanti al ministero, per fare il punto sulla loro situazione a poche ore dall’inizio del vertice. Tutti dipendenti Corneliani, Hanna lavora part-time nel corner all’interno della Rinascente di via del Tritone, gli altri dal 2018 sono addetti alle vendite in via del Babuino.

Tutti approdati in Corneliani dopo esperienze con altri brand, hanno tra i 28 e i 39 anni, famiglie con bambini piccoli come Mattia, un primogenito appena nato come Stefano, il secondo figlio in arrivo come Viktorya che è in maternità. Sapevano che «prima o poi qualcosa sarebbe successo», ma non questo e non così. «Durante le ultime aperture – raccontano – tenevamo chiuso il negozio due giorni alla settimana e quando si apriva c’era al lavoro solo uno di noi, ma questo è un punto vendita che ha sempre avuto ottimi fatturati e pensavamo che magari avrebbero cambiato location come stanno facendo altre case per tagliare sugli affitti».

Ora sono in cassa integrazione Covid, tranne Hanna che ha ripreso a lavorare e a turno viene sostituita dai colleghi di via del Babuino per coprire le ore fuori dal suo part-time. E poi? La paura è di essere uno dei rami sacrificati ancora prima che la newco veda la luce. 

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