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Puntavano all’eredità dei morti con falsi testamenti americani

Organizzazione criminale intercettata in tempo da carabinieri e magistratura. Stava intascando denaro e immobili anche di un imprenditore del tessile

CASTEL GOFFREDO. Era già tutto fatto. Il testamento scritto in inglese, con destinatario un fantomatico amico americano, era pronto, il notaio americano lo aveva firmato, le pratiche erano concluse. Una messinscena, una truffa sull’eredità che avrebbe fruttato qualche milione di euro. L’incredibile apparato e l’organizzazione che ci stava dietro per fortuna sono stati scoperti prima della conclusione del colpo, grazie ad un’indagine partita dalla procura di Milano e all’attento lavoro dei carabinieri del capoluogo lombardo, ai colleghi di Castel Goffredo e di Vicenza dove le truffe sono state messe in atto e di Reggio Calabria dove l’organizzazione criminale era radicata.

Parliamo della banda dei testamenti falsi: un gruppo criminale senza scrupoli che, attraverso notizie apparse su internet tramite i giornali locali, individuavano persone morte senza parenti o con pochi legami. Creavano finti testamenti, con lasciti a finti amici americani, fingendo fossero stati addirittura realizzati negli Stati Uniti. Poi andavano a riscuotere nelle banche di paesi o città dove la preda individuata viveva. I testamenti erano credibili, realizzati a regola d’arte. Ma qualche falla è stata individuata. E proprio da quei piccoli errori, da traduzioni inglese realizzate con imperizia, da strafalcioni inconciliabili con il gergo giuridico, è partita l’indagine. Indagine che ha toccato anche Castel Goffredo.

Già, perché la banda del testamento aveva messo gli occhi sui beni lasciati da Cesare Rivera, imprenditore tessile morto probabilmente nel gennaio scorso di Covid, trovato a giugno. Viveva solo, non aveva parenti prossimi, solo due anziani zii e una schiera di cugini. La notizia era apparsa anche sui giornali. La gang aveva già fatto tutto: era arrivata a Castel Goffredo, era andata in banca con il testamento, stava per vendere casa ed ex laboratorio tessile. Stava per entrare in possesso di un’eredità importante, in tutto forse milioni. E’ stata fermata in tempo, grazie al lavoro dei carabinieri di Castel Goffredo e all’input della procura di Milano. Intanto sono indagati per truffa aggravata, falsità in testamento e falso ideologico l’avvocato Giuseppe Marra, Mario e Filippo Bueti, padre e figlio, Filippo Caminiti, Bruno Romano e Cosmo Panuccio, tutti calabresi. — DM

 

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