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Disabili rimasti soli e famiglie distrutte, un anno di drammi per i servizi sociali

Aspa ha attivato una linea di supporto psicologico per i cittadini dell’Asolano: oltre un centinaio le storie raccolte

Vincenzo Corrado
2 minuti di lettura

ASOLA. Cento, duecento, trecento positivi in più ogni giorno a Mantova e provincia. Numeri. È passato più di un anno da quando abbiamo imparato a convivere con il bollettino quotidiano dei contagi e capito che l’agenda, volenti o nolenti, la detta il virus. Ci sono figure come gli assistenti sociali che dall’inizio della pandemia entrano in contatto ogni giorno con gli uomini e le donne di cui noi non conosciamo né i nomi né i volti e che ci appaiono soltanto come unità in più alla voce “nuovi casi”.

Spesso il contagio da coronavirus non ha conseguenze soltanto sulla salute fisica ma anche sulla tenuta psicologica del singolo, a volte anche di un intero nucleo familiare ed è per questo che recentemente l’Aspa, l’azienda dei servizi alla persona dell’Asolano ha rilanciato l’iniziativa di ascolto e sostegno per i cittadini positivi e i loro congiunti: al 333-4902621, numero attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16, si può ricevere aiuto gratuitamente, anche in videochiamata.

«Per noi è una sfida dura, raccogliamo testimonianze di ogni genere – dice la direttrice di Aspa, Daniela Ottoni – e quando lo riteniamo opportuno mettiamo in contatto il cittadino con uno psicologo. Purtroppo nell’ultimo anno i Servizi sociali di molti Comuni hanno dovuto affrontare situazioni al limite, specie quando erano coinvolte persone con disabilità». Ottoni non può e non vuole entrare nel dettaglio di vicende specifiche ma racconta di tragedie, di vite sconvolte dall’oggi al domani: «Un figlio disabile che vive con i genitori, entrambi hanno preso il Covid – ricorda la direttrice – I due vengono ricoverati e purtroppo non ce la fanno. A quel punto avevamo le mani legate, erano i tempi del primo lockdown, con le strutture diurne chiuse e una persona con una disabilità grave rimasta sola in casa».

Oltre alle vittime dirette del Covid esistono centinaia di persone solo nel Mantovano che stanno pagando le conseguenze del coronavirus: minori, disabili, soggetti fragili che si sono ritrovati senza più punti di riferimento. Aspa da marzo dell’anno scorso ad oggi ha raccolto oltre un centinaio di storie. «Non è facile fare fronte ad alcune situazioni, sia dal punto di vista umano che da quello professionale – confessa Ottoni – Le risorse economiche dei Comuni sono limitate, facciamo il possibile per non lasciare indietro nessuno». L’incubo della pandemia ha costretto i Servizi Sociali ad adattarsi a ritmi impossibili: «Prendiamo ad esempio i buoni spesa – spiega la direttrice di Aspa –. Il governo annuncia la misura e si pretende che in pochi giorni vengano stilate graduatorie ed assegnati i fondi: le misure sono urgenti e lo capiamo, ma a volte è mancato il tempo per effettuare tutte le verifiche. I Comuni stanno facendo l’impossibile ma è dura, da ormai un anno».


 

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