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Al Comune un ristoro per far fronte alle spese di assistenza ai poveri

MANTOVA. Un ristoro anche per il Comune di Mantova. Si parla tanto, in questi giorni di Covid, di aiuti finanziari dello Stato per alleviare le sofferenze degli imprenditori, ma anche gli enti locali avrebbero bisogno di una mano. Indipendentemente dalla vicenda virus il Comune capoluogo si è ritrovato con una discreta somma, 142mila euro, arrivata dopo due anni di attesa e un lungo “giro”tra uffici e palazzi. Si tratta dei contributi previsti dal fondo nazionale destinato alle povertà e, in particolare, ai senza tetto e a chi versa in condizioni di bisogno estremo. L’arco temporale che coprono sono gli anni 2018 e 2019.

Questo fondo statale viene girato alla Regione che poi lo passa al Consorzio progetto solidarietà che, da ultimo, erogherà il contributo al Comune. Con questi soldi, esattamente 148.204 euro (74.102 euro per ognuno dei due anni) via Roma coprirà in parte dei costi già sostenuti e in parte costi che sta sostenendo. Considerando il periodo in cui arrivano, con la pandemia che non allenta la sua morsa, si tratta proprio di una forma di ristoro per compensare le tante spese finora sostenute dall’ente locale a fronte di entrate in costante diminuzione. Quel contributo, però, è finalizzato ad alleviare le sofferenze delle persone che si trovano in gravi condizioni di povertà e non possono essere utilizzati altrimenti.


Gli obiettivi del fondo estrema povertà sono tre, fatti propri dal Comune: potenziare il pronto intervento sociale e la presa in carico di persone in situzioni di emraginazione conclamata o di precarietà; facilitare l’accesso alla rete dei servizi; sviluppare le opportunità di inclusione sociale. Nel corso di quest’anno non verranno atttivati nuovi servizi ma si potenzieranno quelli già sperimentati puntando su alcune azioni sinergiche. Il Comune ne ha individuate sette. La prima si riferisce al rafforzamanto del progetto «Strade blu» gestito dalla coop sociale Papa Giovanni 23° per agganciare chi si trova in stato di precarietà . La seconda è l’aumento dei posti al dormitorio con l’installazione, in inverno, di due container esterni. Poi c’è l’ampliamento delle ore del servizio di Pornto intervento sociale, il Sepris, per consentire le uscite notturne. Tra le azioni figura anche l’ampliamento della collaborazione con l’associazione Agape per garantire mensa, distribuzione di cibo e vestiti, oltre alla prosecuzione della convenzione con la Caritas. Infine, l’ampliamento della collaborazione con i privati gestori di B&Bper l’accoglienza in urgenza di donne sole o con minori. —


 

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