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Banda dei falsi testamenti: si indaga su almeno 14 casi

La Procura di Milano e i carabinieri sulle tracce dell’organizzazione criminale. Sventato un colpo anche ai danni di un ex imprenditore di Castel Goffredo

CASTEL GOFFREDO. Sono almeno 14 i colpi tentati o messi a segno dalla banda dei falsi testamenti, su cui stanno indagando la Procura di Milano e i carabinieri di mezza Italia. Parliamo della banda di truffatori che creava falsi testamenti, riferibili ad un finto notaio americano, e li utilizzava per provare ad intascare le eredità di anziani morti soli e i cui corpi erano stati trovati in casa dopo molto tempo. Uno degli anziani deceduti che la gang stava per depredare era di Castel Goffredo, l’imprenditore Cesare Rivera, morto a 77 anni e trovato probabilmente sei mesi dopo.

Grazie all’intervento dei carabinieri la truffa fallì, ma a segno ne sono andate altre. Nei giorni scorsi i pm sono riusciti a sequestrare d'urgenza i beni, circa un milione di euro, che il gruppo, di cui farebbe parte l'avvocato calabrese Giuseppe Marra, aveva cercato di sottrarre all'asse ereditario di un 70enne milanese, trovato morto in casa nel novembre 2018, sei mesi dopo la sua morte in solitudine. Stesso schema già accertato anche a Montebello Vicentino (Vicenza). Da approfondire molti altri casi tra il 2019 e il 2020 a Venaria Reale (Torino), in provincia di Genova, a Nogara (Verona), a Castelfranco Veneto (Treviso) e a Aviano (Poredenone), un altro a Stanghella (Padova), uno a Castelvetrano (Trapani), una donna a Roasio (Vercelli) e un’altra donna a Casalmaggiore (Cremona). E ancora quello legato ad un decesso a Chivasso (Torino) nel giugno scorso e a Ortanova (Foggia) nel 2017.

Infine, tre casi più lontani nel tempo: la morte di una donna a Vercelli nel 2012, quello di un'altra donna a San Marino nel 2013 e quello di un uomo a Carapelle (Foggia) nel 2010. Per i Pm della Procura di Milano, figura chiave dell’organizzazione criminale sarebbe proprio l'avvocato Marra, il cuo ruolo, scrivono, «non è semplicemente ambiguo: si muove personalmente da un'eredità all'altra, da Vicenza a Milano, passando per la provincia mantovana, insiste per appropriarsi dei beni», si impone «facilmente sui remissivi parenti», quando ci sono, «e chiama ripetutamente il curatore dell'eredità», nel caso milanese, «per ottenere lo sblocco delle case e delle cospicue risorse liquide del solitario» uomo deceduto. —

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