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L’energia del futuro? Pulita e autoprodotta: un affare in comunità anche per Mantova

Un progetto di legge candida la Lombardia ad area pilota «Un’opportunità per cittadini e imprese». Un webinar dedicato il 15 aprile  

MANTOVA. Energia pulita. L’imperativo arriva dall’Europa: entro il 2050 la decarbonificazione dovrà essere completata. Morale, occorre sollecitare la transizione energetica verso la produzione da fonti rinnovabili. E per una volta l’Italia si è allineata in tempi record: a dicembre 2019, con il decreto Milleproroghe, il Governo ha anticipato l’attuazione della direttiva comunitaria sull’autoconsumo collettivo e le comunità energetiche, e dopo la conversione in legge, lo scorso settembre è arrivato anche il decreto attuativo che definisce la tariffa.

Adesso, in Lombardia, è Forza Italia a spingere per la costituzione di una comunità energetica regionale che acceleri il processo, attraverso un progetto di legge che sarà discusso nelle prossime settimane. Intanto il responsabile del dipartimento delle attività produttive di Forza Italia, Stefano Nuvolari, pensa già a una declinazione mantovana.

Così sulla scia della comunità locali avviate in Belgio, Grecia, Paesi Bassi e Spagna, e anche in Italia, dove l’“Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile” (Enea) ha messo in marcia alcune esperienze pilota. I primi segnali sono incoraggianti: insieme al costo dell’energia si sta riducendo l’impatto ambientale della sua produzione, e l’impulso promette di rianimare anche l’economia locale.

Rewind: le comunità energetiche locali definiscono gruppi di cittadini, piccole e medie imprese, enti che partecipano direttamente alla progettazione e al finanziamento di nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili, per condividere l’energia autoprodotta e immettere in rete quella in eccesso.

«Acceleratori di questo processo potranno essere i cosiddetti developer – annota Forza Italia – Soggetti che possono contribuiscono a configurare le comunità, in quanto ricercano e aggregano i componenti, installano gli asset, forniscono tecnologie per la loro gestione e servizi di efficienza energetica, l’aggregazione delle utenze per limitare/azzerare gli investimenti a loro carico».

Nelle intenzioni dei consiglieri Gabriele Barucco e Gianluca Comazzi, firmatari del relativo progetto di legge, sarà proprio questa la funzione dalle Comunità energetica regionale lombarda (Crel): «Promuovere, sviluppare e diffondere la produzione, lo stoccaggio e la condivisione di energia elettrica, secondo le più moderne tecnologie disponibili (fotovoltaico, idroelettrico, eolico, biomasse) su territori, aree, spazi, strutture, sia pubblici sia privati». All’infrastruttura penserebbe la Regione «attraverso proprie controllate e in sinergia con gestori di reti a partecipazione pubblica esistenti, ad esempio Enel X)».

«Ci interessa stimolare da subito il dialogo territoriale su questa opportunità – interviene Nuvolari – perché istituzioni e associazioni di categoria stabiliscano già un percorso tecnico-amministrativo per essere pronti a sfruttare questa grande occasione, soprattutto per il mondo produttivo». Asciugare il costo dell’energia, così penalizzante, «vorrebbe dire aiutare le imprese a crescere in termini di utili e fatturato, e a rendere la comunità energetica mantovana attrattiva per nuove aziende, spingendole così a investire e creando posti di lavoro».

Per saperne di più, Forza Italia inviata a una videoconferenza, il 15 aprile alle 18.30, con il responsabile della divisione Smart Energy di Enea, l’eurodeputato Massimiliano Salini (Commissione industria) e il consigliere regionale Barucco. L’unione? Fa l’energia. 

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