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Mantova, vaccinati 3 anziani su 4: «Da lunedì altri tre poli»

Il bilancio del direttore di Asst: «Iniettate le dosi a oltre ventimila ultraottantenni». Primo paziente mantovano trattato con anticorpi monoclonali al Poma

MANTOVA. Tre anziani over 80 su quattro sono stati vaccinati. È il dato aggiornato a ieri della campagna di vaccinazioni anti Covid di Asst Mantova. «Abbiamo superato quota ventimila – spiega a fine giornata il direttore generale di Asst, Raffaello Stradoni – possiamo dire che abbiamo così raggiunto oltre il 75% dei destinatari. A questo dato dobbiamo aggiungere le vaccinazioni ad altre categorie, come i lavoratori della sanità, delle forze dell’ordine delle rsa e degli insegnanti». La stima, per queste ultime categorie, è di circa 10mila dosi.

Sul fronte delle vaccinazioni, l’Asst si prepara ad aprire altri tre piccoli poli di erogazione del servizio che si affiancheranno a partire dal 12 a quelli già funzionanti. Si tratta de poli vaccinali di Castel Goffredo, Ostiglia e Gonzaga. Da lunedì scatteranno anche le vaccinazioni per gli over 75.


«Voglio ricordare – dice il direttore di Asst – che nei prossimi giorni sarà possibile per gli over 80 che ancora non l’hanno fatto, iscriversi per la vaccinazione sul portale delle Poste. Inoltre risulta che tra i medici di famiglia vi sia stata a un’adesione molto alta alla disponibilità di fare le vaccinazioni a domicilio (vaccino Moderna) ai propri pazienti impossibilitati a muoversi».

Intanto, all’ospedale Poma, si registra il primo caso nel Mantovano di paziente positivo al virus trattato con gli anticorpi monoclonali specifici per Sars-Cov-2. L’autorizzazione all’uso di anticorpi monoclonali per questa patologia, in Europa e in Italia, è recentissimo. L’Ema ha dato il via libera alla fine di febbraio. Si tratta di una strada molto promettente, anche se percorribile soltanto quando sussistono determinate condizioni. Insomma, non tutti i pazienti ammalati di Covid possono essere trattati con anticorpi monoclonali.

Il primo paziente trattato al Poma è un cinquantatreenne residente in provincia. L’uomo, che si era presentato al pronto soccorso giovedì scorso, è risultato positivo al tampone Covid, che ormai viene fatto di routine. «L’uomo – spiega una nota rilasciata dalla stessa azienda ospedaliera – presentava una forma iniziale della malattia, senza necessità di ossigeno. È inoltre immunodepresso per una terapia cronica, condizioni che lo hanno reso candidabile agli anticorpi monoclonali». L’Asst informa che l’uomo è «in buone condizioni ed è stato ricoverato a scopo precauzionale».

Il protocollo terapeutico, preparato dal direttore delle Malattie infettive del Poma, Salvatore Casari in collaborazione con il direttore del Pronto soccorso di Mantova, Massimo Amato e con il direttore della Farmacia, Maria Eugenia Borghesi, coinvolge il personale di varie strutture. La scheda tecnica dei farmaci utilizzati per questa terapia chiarisce che le persone destinatarie devono innanzitutto avere l'infezione da non più di 10 giorni e presentare una sintomatologia lieve o moderata, tale da non richiedere la somministrazione di ossigeno.

È inoltre necessario che il paziente sia «a rischio di progressione clinica severa per condizioni patologiche preesistenti come obesità, diabete mellito non controllato, immunodeficienza, malattia cardio-cerebrovascolare, bronchite cronica oppure essere sottoposti a dialisi».

In altre parole, il trattamento è limitato a precise tipologie di pazienti, che hanno un’alta probabilità di peggioramento con conseguente ricovero. —
 

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