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Mantova, i genitori: «Ora riaprite tutte le scuole»

I comitati premono per una soluzione totale e istantanea. Il sollievo degli istituti comprensivi: «Felici di rivedere i ragazzi»

MANTOVA. L’emozione è da primo giorno di scuola, con gli occhi lucidi per la gioia di ritrovarsi, l’augurio è che si prosegua senza più interruzioni fino a giugno. Così ieri tra i banchi di materne ed elementari, e per gli studenti di prima media. Tutti gli altri dovranno aspettare che il colore dell’emergenza sfumi dal rosso all’arancione (almeno). La gioia è temperata dalla consapevolezza che l’emergenza è ancora tale, ma presidi e prof hanno il conforto di protocolli rigorosi. Mentre i comitati dei genitori spingono per una riapertura totale e istantanea.

«Com’è andata? Bene, eravamo pronti ad accogliere i nostri bambini e la ripresa è stata regolare, con pochi casi di positività in atto – risponde la dirigente dell’Istituto comprensivo Mantova 1, Francesca Palladino – È stato un sollievo ritrovare i nostri alunni». «L’umore? È alle stelle – si entusiasma Serenella Varrese, che guida il comprensivo Mantova 3 – ogni ritorno in presenza è un ricominciare a vivere, ci auguriamo che l’anno scolastico non venga più interrotto, che non si chiuda più questa finestra sul mondo». Lo spiraglio della dad non è la stessa cosa: «Al di là degli aspetti pratici, la didattica a distanza è emotivamente faticosa per tutti – ammette Varrese – certo, da responsabile della scuola, devo bilanciare la dimensione emotiva con l’aspetto della sicurezza, e abbiamo adottato tutte le misure per scongiurare eventuali contagi. Dalle aule mobili ai banchi nuovi, le procedure e i protocolli interni».


«Il nodo più problematico è rappresentato dalla medie, dove si sono registrati alcuni contagi anche in didattica a distanza, perché i ragazzini hanno una vita sociale più autonoma – riferisce Gabriella D’Amico, responsabile della scuola Sacchi nel perimetro del comprensivo Mantova 2 – naturalmente siamo stati felici di rivedere gli studenti di prima, che hanno rianimato le aule, e abbiamo il desiderio di riveder anche i ragazzi di seconda e, soprattutto, di terza, perché hanno l’esame da preparare e gli ultimi mesi da condividere con i loro compagni, insieme a quali stanno affrontando questo periodo complicato». La speranza è che si torni presto in arancione e la scuola media riapra senza limiti, ma sempre con il conforto dei dati epidemiologici, «nell’interesse della salute di tutti, senza l’interferenza di altri interessi di gestione familiare, che pure sappiamo essere complicata».

«Bene, ma non benissimo – interviene Pierluigi Luisi di Priorità alla scuola, che sostiene la mozione per il ritorno integrale in aula presentata alla Camera – è fondamentale ammettere che la scuola non è un luogo di contagi, come dimostra l’incidenza totali dei casi, mentre sono enormi i danni provocati agli studenti, e quindi al paese, in termini di perdita del sapere».

«La riapertura fino alla prima media è solo un palliativo – commenta Alessandro Paccagnini di Scuole aperte Mantova, che domenica manifesterà a Roma contro la didattica a distanza – le evidenze scientifiche dimostrano che la scuola non è un luogo di contagio, al contrario, la possibilità dei tracciamenti ne fa un luogo sicuro». 

 

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