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Il rientro in aula come il primo giorno ma con il timore di nuove chiusure

Euforia comune da Castiglione a Suzzara e Viadana attenzione massima alla sicurezza e ai protocolli sanitari

MANTOVA.Un nuovo primo giorno di scuola è quello vissuto dagli alunni delle classi delle elementari e della prima media.

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE


L'euforia, da parte dei piccoli e delle piccole, era quella che si respira solitamente nelle calde mattine di settembre. In molti sono arrivati per tempo e già alle 7.40 c'erano auto con un genitore alla guida e il piccolo o la piccola seduti dietro, con lo zaino pronto. La voglia di tornare in classe è tanta. Come d'altronde quella di rivedere i compagni e le compagne di studi. Non solo i protagonisti, però, hanno voglia di ritrovarsi perché anche gli stessi genitori si salutano, si sorridono. «Ricominciano. Speriamo bene e che si possa arrivare fino a giugno» è il sentore fra i più ottimisti. «Non so, temo che fra quindici giorni ritorneremo a casa» è il pensiero di altre madri. Nel mezzo il tentativo di tornare alla normalità. «Oltre alla chiusura abbiamo vissuto anche l'esperienza della quarantena e dell'isolamento. Non è stato facile. Sono bravi, fin troppo. Nulla da dire ma c'è bisogno che tornino alla vita normale» racconta una coppia di giovani genitori.

Questo è quello che accade nelle scuole del centro paese, ma la situazione è la stessa nella scuola “in collina”, quella del quartiere Belvedere. Qui sembra che tutte le famiglie si siano date appuntamento fuori dal cancello. Il fatto che la scuola abbia riaperto i battenti lo si nota subito dall'aumento esponenziale del traffico. Tutti fuori comunque, a guardare figli e figlie in coda in attesa di tornare in classe. Esattamente come in settembre, con la speranza però che questo ritorno sia quello definitivo.



SUZZARA

Anche a Suzzara tanta voglia di abbandonare pc tablet e smartphone per la didattica a distanza per rivedere in presenza i propri compagni di scuola, per i bimbi della scuola dell'infanzia, della primaria e delle prime classi della media, è stata incontenibile. Ieri mattina, alla primaria Gonella e Marco Polo è stata quasi una festa. Inevitabile l'assembramento davanti alle rispettive scuole con i genitori che attendevano l'ingresso in classe dei loro figli. Gli alunni erano felici di salutare mamme e papà e sono entrati trainando i loro zaini, accolti dal personale scolastico e dalle insegnanti. Per alcuni bambini la gioia si leggeva dietro le mascherine per gli occhi sorridenti mentre alcune mamme, un po' preoccupate, sono rimaste, davanti al cancello della scuola a guardare i piccoli entrare dall'ingresso principale per poi scomparire dalla loro vista e tornare alle faccende di tutti i giorni.

Nel pensiero dei genitori i timori di nuovi contagi o nuove chiusure. Gli studenti di II e III media stanno invece continuando, con grande fatica, per l'arrivo della bella stagione, con la didattica a distanza, soprattutto per quei ragazzi che dovranno sostenere gli esami per poi entrare negli istituti superiori. Soddisfatti e tranquilli i dirigenti scolastici dei due istituti comprensivi che hanno visto in presenza il 99% dei loro alunni. Patrizia Mantovani del Margherita Hack: «Dovremo proseguire con impegno e rigore per rispettare le disposizioni di Ats Valpadana». Stefano Trevisi del Milione ha aggiunto: «Tutti molto contenti di tornare a scuola».

VIADANA

Ventisei sezioni di scuola dell’infanzia, 65 classi della primaria e 20 prime medie sono tornate ieri mattina a scuola tra Viadana, Pomponesco e Dosolo: circa 2.500 bambini sono tornati a sperimentare le lezioni in presenza, dopo diverse settimane di didattica a distanza. Il rientro è andato bene: non si sono verificati particolari problemi. Il ritorno in classe era tra l’altro particolarmente atteso da bambini, insegnanti e famiglie. «La scuola in presenza – nota Simone Madonna, dirigente del comprensivo di via Vanoni – dà una parvenza di normalità. La nostra attenzione sarà comunque sempre massima sulla sicurezza, nel rispetto di tutti i protocolli sanitari». «Abbiamo visto bambini contenti – assicura Natalì Tredici, vicepreside del comprensivo Parazzi – perché a scuola ci si annoia di meno rispetto a restare chiusi in casa, e c’è la possibilità di vedere gli amici. Certo, ci si adatta a tutto; ma il contatto umano rimane qualcosa di insostituibile. Speriamo arrivi presto il momento anche per i ragazzi di II e III media». «I bambini – riconosce Sandra Sogliani, dirigente dell’istituto Dosolo-Pomponesco-Viadana – faticano di più a concentrarsi sui video, ma anche le insegnanti lavorano meglio in presenza».

Nonostante le difficoltà, la Dad è stata comunque gestita e svolta in modo proficuo. In previsione della Dad, tra l’altro, alcune simulazioni di lezioni a distanza erano state svolte nella prima parte dell’anno scolastico in corso. «Col primo lockdown – ricorda la Sogliani – qualche bambino non l’avevamo più visto. Quest’anno invece no: tutti i nostri allievi hanno frequentato regolarmente». 
 

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